La Nuova Sardegna

Nuoro

Ottant’anni nel ventre del Supramonte

di Luca Urgu
Ottant’anni nel ventre del Supramonte

Il Gruppo grotte nuorese fa festa e ricorda i tre pionieri che nel 1938 partirono per la prima esplorazione di Su Bentu

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NUORO. Ottant’anni e non sentirne in peso. Anche perché con l’esperienza degli anziani nel sodalizio dalla prima ora c’è l’entusiasmo e la forza dei giovani. Tutti insieme protagonisti di una fantastica e unica avventura a cui per fortuna il ricambio generazionale e una passione condivisa continua a dare continuità. Il Gruppo Grotte Nuorese le cui gesta e scoperte nel fantastico universo della speleologia sono da leggenda festeggia quest’anno un importante anniversario. Un momento importante per riflettere sull’attività del sodalizio sorto nel 1938 quando il trio PiCaVe (Bruno Piredda, insieme a Giuseppe Cadoni e Federico Ventura), che di fatto dava inizio alla ricerca speleologica in Sardegna con prima spedizione e scoperta all’interno della grotta di Su Bentu nella valle di Lanaitho. «Eravamo tre, baldi, fieri e coraggiosi, pronti a lanciarci alla pacifica conquista di quel meraviglioso mondo sotterraneo, ben attrezzati raggiungemmo i profondi laghi azzurri di su Bentu-sa Oche, ci dissetammo e ci abbracciammo stretti insieme, a lungo che pareva non volessimo staccarci più. Nei nostri cuori stringevamo l’atto costitutivo del primo gruppo speleologico della Sardegna, che dalle nostre iniziali prese il nome Pi.Ca.Ve. Correva l’anno 1938». Sono le parole annotate nel suo diario da Bruno Piredda, che insieme ai suoi compagni mettevano il primo importante tassello poi confluito nel Gruppo Grotte Nuorese. Anche se la nascita della nuova associazione speleologica fu sancita ufficialmente e formalmente con la redazione dell’atto costitutivo registrato nel maggio del 1953. Oggi un’ottantina di iscritti si prodigano a portare avanti quell’idea che non si disgiungeva dall’azione: esplorare l’ignoto e acquisire allo stesso tempo importanti informazioni sui quei luoghi ricchi di fascino ma per tanto tempo inaccessibili. L’attività dal 1934 del Ggn non si è mai fermata, mentre è aumentata la consapevolezza che il sistema ipogeo in Sardegna e in particolare alcune specie animali dell’area del Supramonte sia un unicum a livello mondiale. Che tanti passi in avanti siano stati fatti in passato, ma che ancora molto si possa fare sul fronte delle ricerche e delle esplorazioni. «Sentiamo forte l’eredita dei grandi del passato che con le loro scoperte e la loro attività pionieristica ci hanno lasciato un patrimonio enorme di conoscenze – dice il presidente del Ggn Maurizio Murgia –, ma il nostro impegno continua su tanti fronti, inclusa la formazione e la promozione della disciplina». I soci si ritrovano due volte alla settimana nella storica sede. Una grande famiglia allargata per ascoltare e fare buona musica, quella della Old band Ggn ma anche ovviamente per pianificare nuove uscite per il fine settimana con il chiaro intento di spostare sempre ma in grande sicurezza l’asticella. Per celebrare degnamente gli ottant’anni è stata stampata anche la rivista del gruppo “Gruttas e nurras” (grotte e voragini), che segue il numero già pubblicato dieci anni fa. La pubblicazione fa il punto sulla speleologia tra storia e nuove frontiere e racconta gli ultimi dieci anni di attività del Gruppo grotte nuorese. A dirigerla il biologo Giancarlo Carta, uno dei più esperti all’interno dell’attuale sodalizio. «L’attività dei giovani è encomiabile. Ai nostri tempi l’offerta era più limitata e vedere che loro scelgono di dedicarsi con passione alla speleologia è molto importante. Sono tutti molto motivati», spiega Carta, 76 anni ed entrato negli anni sessanta nel gruppo grotte. «Sia allora che oggi lo spirito rimane quello di perlustrare l’ignoto, ma anche conoscere se stessi mettendosi alla prova». Il più anziano che ancora frequenta con entusiasmo e competenza la sede è invece Tonino Pintori, classe 1932, ma nuove speranze arrivano anche dai giovani come i de corsisti diciassettenni che stanno frequentando il corso di speleologia di base. «Io sono nel gruppo da otto anni – dice Massimiliano Mele –, le prime volte entrai in grotta con degli amici, una volta nel Gruppo è cambiato molto anche il mio approccio votato esclusivamente alla ricerca di documentazioni e informazioni».

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