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Nuoro

Petizione per una chiesetta da dedicare a Santa Barbara

di Sandro Biccai ; w
Petizione per una chiesetta da dedicare a Santa Barbara

Macomer, riparte l’attività del comitato delle donne e dei fedales del ’40 Elena Deriu: «Abbiamo già contattato gli enti per poter edificare il santuario»

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MACOMER. «A distanza di tanti anni dal primo tentativo, vorremmo rilanciare il comitato e riuscire a concretizzare il sogno di dedicare una piccola chiesa a Santa Barbara nel sito originario, nei pressi del grande nuraghe omonimo e a ridosso dalla statale 131». Subito dopo la recente messa celebrata nella parrocchiale di San Pantaleo dove è presente una statua donata probabilmente da un ex militare, Elena Deriu rinnova la proposta di realizzare un’ edificio di culto intitolato alla Santa invocata spesso in coincidenza di eventi atmosferici particolarmente intensi: «Per adempiere ad un voto, 25 anni fa ho promosso la costituzione di un comitato che ha visto l’adesione di molti miei fedales del ’40 e di 52 donne macomeresi che portavano il nome di Barbara e Barbarina. Il primo atto è stato quello di raccogliere dei fondi e di utilizzarli per realizzare una bandiera con l’effigie della Santa. Abbiamo raccolto delle firme e contattato il comune, la provincia e la diocesi, avanzando l’idea di edificare la chiesa. Le prime risposte sono state incoraggianti ma, purtroppo, il progetto non è mai realmente decollato». Con il passare degli anni molti dei soci originari sono scomparsi, altri sono diventati anziani ed il comitato si è ridotto a poche unità: «Siamo rimasti davvero in pochi – spiega la signora Deriu –, ma in ogni caso non demordiamo: continuiamo ad organizzare la festa del 4 dicembre e riusciamo a presenziare a tutte le processioni che si svolgono a Macomer. Di questo devo ringraziare Vincenzo Mura, ex comandante dei vigili del fuoco, che si occupa di portare la nostra bandiera, benedetta anche dal Papa, in processione».

Della vecchia chiesa di Santa Barbara si sa ben poco come conferma la stessa Elena Deriu: «Secondo don Marongiu, parroco di San Pantaleo nei primi anni ’90, i documenti relativi potrebbero essere andati persi in un incendio che ha interessato gli archivi parrocchiali. Lo stesso discorso mi fu fatto in comune a riguardo dei loro archivi. In ogni caso, già ai tempi del Lamarmora la chiesa risultava ridotta ad un rudere. Il professor Giovanni Lilliu, che ben conosceva il sito per la presenza dell’imponente nuraghe, era convinto che il primo impianto della chiesa risalisse al XII secolo. Lo stesso Lilliu era solito dire che se fosse stato più giovane, e avesse potuto iniziare una campagna di scavi, l’area di Santa Barbara sarebbe potuto diventare una seconda Barumini tante erano le potenzialità che vi intravvedeva. Al di là di questo, speriamo di riuscire davvero nel nostro intento di edificare la chiesa».



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