La Nuova Sardegna

Nuoro

Rifiuti, esplodono le polemiche

di Valeria Gianoglio

Cgil e Cisal su è-comune: «Mancano ancora le lettere di riassunzione e l’accordo su organici e precari»

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NUORO. Va bene l’incontro in Comune con tutti i dipendenti della ormai ex Nuoro Ambiente, vanno bene le strette di mano, le slide proiettate sul muro della sala consiliare per spiegare i vantaggi della nuova società che si occuperà della gestione dei rifiuti in città, vanno bene anche le rassicurazioni, da parte degli amministratori, ai lavoratori in attesa di passare dalla vecchia alla nuova “creatura”. Va tutto bene, dicono la Cgil funzione pubblica e la Cisal, ma che fine ha fatto il caro vecchio accordo tra Comune, società e rappresentanti dei lavoratori che avrebbe dovuto definire sulla carta in particolare i livelli occupativi della nuova società dei rifiuti a intero capitale pubblico? Perché ancora nessuno, nonostante le sollecitazioni, ha messo nero su bianco quello che le slide hanno raccontato nei giorni scorsi durante un’assemblea convocata nella sala consiliare dall’assessore all’Igiene Pubblica, Rachele Piras, per spiegare ai dipendenti di Nuoro Ambiente cosa ne sarebbe stato del loro futuro?

Quel giorno – era lo scorso 6 dicembre – all’assemblea con i lavoratori in Comune c’erano anche i due rappresentanti sindacali della Cgil-Fp, Sandro Fronteddu, e della Fiadel- Cisal, Luciano Carroni. «È stato un incontro che per tanti versi abbiamo apprezzato – dicono – soprattutto perché si è parlato molto di trasparenza e di rassicurazioni per i lavoratori. Sarebbe andato tutto bene se non fosse che a quel bell’incontro così ricco di parole e slide, poi non è seguito alcun testo di accordo. E anzi sono seguiti alcuni segnali che noi giudichiamo un po’ preoccupanti».

Il giorno dopo l’assemblea in Comune, i due rappresentanti sindacali prendono carta e penna e scrivono al sindaco, all’assessore Rachele Piras, e per conoscenza all’amministratore della nuova società “è-comune”, per chiedere, in sostanza, che quello che era stato illustrato a tutti nel corso dell’assemblea nella sala consiliare venisse tradotto in un testo formale di accordo. «Un accordo che tutt’ora, e nonostante siano trascorsi diversi giorni, ancora non è stato fatto, né abbiamo ricevuto alcuna risposta in merito da parte del Comune – spiegano ancora Sandro Fronteddu e Luciano Carroni – e invece noi, già dal giorno dopo l’assemblea abbiamo chiesto formalmente al Comune di convocare le parti per fare l’accordo sul passaggio diretto dei lavoratori e su diversi altri aspetti. Chiediamo e continuiamo a chiedere un accordo di tipo politico-sindacale che c’è sempre stato in passato, prima di ogni passaggio di gestione. Serve a mettere nero su bianco anche le garanzie occupazionali, il rispetto del contratto di lavoro, la questione precari». Ed è proprio quest’ultimo, uno degli aspetti che negli ultimi giorni ha fatto drizzare le antenne ai due sindacati. «Negli ultimi giorni – spiegano, infatti, Fronteddu e Carroni – abbiamo notato un paio di passaggi che riteniamo non corretti. Da un lato, infatti, sono partite le 43 lettere di licenziamento ai lavoratori di Nuoro Ambiente, senza che vi siano state, contestualmente, le lettere nelle quali si dice loro che sono stati assunti dalla nuova società che subentrerà a Nuoro Ambiente dal prossimo 1 gennaio. E dall’altro, poi, la “è-comune” ha indetto una selezione per assumere per 6 mesi autisti e operatori ecologici. Ci sono una decina di posti a disposizione, le domande scadono il 21 dicembre e poi ci sarà una selezione sulla base dei titoli e di un colloquio. Ci chiediamo: ma perché, visto che c’è la necessità di coprire diverse carenze di organico, non si è attinto dalla graduatoria dei precari, dai diversi precari che hanno accumulato esperienza e professionalità in tutti questi anni e che ora sono a casa? Del resto, all’incontro in Comune dello scorso 6 dicembre, gli stessi precari sono stati rassicurati circa la loro stabilizzazione». «Per i precari – precisano i due sindacati – c’è un diritto di precedenza. Ma allora perché si fa la selezione? Non avendo fatto l’accordo che chiedevamo, il Comune non sta esercitando anche per iscritto il ruolo di garante, né sta tutelando i precari».

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