Sit-in dei pensionati contro il governo
Lettera al prefetto e mobilitazione sindacale per far rivedere la legge di bilancio
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NUORO. Erano 150 i pensionati che venerdì 28 dicembre si sono dati appuntamento in via Deffenu, davanti al palazzo della prefettura per testimoniare il proprio disappunto sulla manovra di bilancio 2019 che ha previsto di nuovo il blocco delle indicizzazioni andando così a colpire la categoria, indebolendone ulteriormente i redditi. «Il Governo continua a fare cassa sul potere di acquisto delle pensioni e di chi ha versato regolarmente i contributi per 40 e più anni» hanno detto unanimi.
«Quello di venerdì – ha detto il segretario generale Spi Cgil provinciale Gianfranco Mussoni – non voleva essere una manifestazione di protesta ma un presidio davanti al palazzo di Governo per far sentire la nostra voce e manifestare dissenso contro il comportamento assunto dal Governo che, a seguito dell’incontro del 10 dicembre scorso, quando il presidente del Consiglio Conte e le segreterie nazionali di Cgil-Cisl-Uil si erano accordati per avere un ulteriore confronto per parlare di sviluppo, investimenti, occupazione, stato sociale, previdenza e formazione scolastica, ha presentato una proposta di bilancio 2019 che non tiene conto dell’impegno preso tra le parti. Nel caso delle rivalutazioni delle pensioni, infatti – ha aggiunto Mussoni – da domani 1° gennaio, il Governo non attuerà le intese sottoscritte nel settembre 2016 per ripristinare il sistema di rivalutazione sulla base della legge 388/2000». Così i rappresentati sindacali (era presente anche Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl) hanno incontrato il prefetto Giuseppe Marani e gli hanno consegnato la lettera da inviare al presidente del Consiglio. «Riteniamo inaccettabile – ha concluso il segretario Spi Cgil – questo metodo di Governo che mette le mani nelle tasche dei pensionati, andando ad alimentare le schiere dei nuovi poveri. I nostri giovani non hanno bisogno del reddito di cittadinanza ma di nuovi posti di lavoro. Chiediamo che sia aperto un confronto, partendo dal contenuto delle proposte di Cgil, Cisl, Uil su sanità, previdenza, fisco per lavoratori e pensionati italiani, lavoro: tutte proposte che risultano disattese dalla legge di bilancio che va assolutamente rivista. Se le cose non dovessero cambiare – ha concluso il segretario Spi Cgil – a fine gennaio siamo pronti a nuove forme di manifestazione, anche a livello nazionale. Occorre dialogo e concertazione se si vogliono evitare nuove tensioni sociali nel nostro Paese». (k.s.)
«Quello di venerdì – ha detto il segretario generale Spi Cgil provinciale Gianfranco Mussoni – non voleva essere una manifestazione di protesta ma un presidio davanti al palazzo di Governo per far sentire la nostra voce e manifestare dissenso contro il comportamento assunto dal Governo che, a seguito dell’incontro del 10 dicembre scorso, quando il presidente del Consiglio Conte e le segreterie nazionali di Cgil-Cisl-Uil si erano accordati per avere un ulteriore confronto per parlare di sviluppo, investimenti, occupazione, stato sociale, previdenza e formazione scolastica, ha presentato una proposta di bilancio 2019 che non tiene conto dell’impegno preso tra le parti. Nel caso delle rivalutazioni delle pensioni, infatti – ha aggiunto Mussoni – da domani 1° gennaio, il Governo non attuerà le intese sottoscritte nel settembre 2016 per ripristinare il sistema di rivalutazione sulla base della legge 388/2000». Così i rappresentati sindacali (era presente anche Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl) hanno incontrato il prefetto Giuseppe Marani e gli hanno consegnato la lettera da inviare al presidente del Consiglio. «Riteniamo inaccettabile – ha concluso il segretario Spi Cgil – questo metodo di Governo che mette le mani nelle tasche dei pensionati, andando ad alimentare le schiere dei nuovi poveri. I nostri giovani non hanno bisogno del reddito di cittadinanza ma di nuovi posti di lavoro. Chiediamo che sia aperto un confronto, partendo dal contenuto delle proposte di Cgil, Cisl, Uil su sanità, previdenza, fisco per lavoratori e pensionati italiani, lavoro: tutte proposte che risultano disattese dalla legge di bilancio che va assolutamente rivista. Se le cose non dovessero cambiare – ha concluso il segretario Spi Cgil – a fine gennaio siamo pronti a nuove forme di manifestazione, anche a livello nazionale. Occorre dialogo e concertazione se si vogliono evitare nuove tensioni sociali nel nostro Paese». (k.s.)
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