Tanca manna, una rete scaccia-animali
La zona archeologica e il nuraghe saranno protetti da una nuova recinzione
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NUORO. Nel corso del 2018 che si chiude proprio in queste ore, è stato più volte calpestato dai vandali e da presenze decisamente moleste. Tanto che in più occasioni, chi lo frequenta con passione per fare piacevoli passeggiate o godere del parco archeologico, ha segnalato come l’area fosse costellata di siringhe, sporcizia, rifiuti abbandonati dai soliti ignoti.
Ma il 2019 ormai al via, per il parco archeologico di Tanca Manna e il nuraghe che da sempre domina la città, dovrebbe essere un anno ricco di novità. A cominciare da una piccola ma importante novità. Il Comune ha infatti deciso di delimitare tutto il sito archeologico con una rete di metallo. La speranza, ovviamente, è quella di rendere l’area più sicura e di proteggerla quantomeno dal bestiame che spesso pascola al suo interno. Una rete di recinzione, in realtà, all’interno del sito di Tanca Manna, esiste da anni ma con il tempo si è usurata. «Numerose segnalazioni – come spiega il Comune – indicano che un tratto di recinzione lunga circa 200 metri, a monte del sito archeologico, si trova in avanzato stato di fatiscenza e decadenza strutturale, con conseguente causa di continui accessi, all’interno del parco, di bestiame di vario genere». La nuova rete di recinzione verrà sistemata nei prossimi mesi e servirà, quantomeno, a tenere lontani gli animali dalla zona archeologica. (v.g.)
Ma il 2019 ormai al via, per il parco archeologico di Tanca Manna e il nuraghe che da sempre domina la città, dovrebbe essere un anno ricco di novità. A cominciare da una piccola ma importante novità. Il Comune ha infatti deciso di delimitare tutto il sito archeologico con una rete di metallo. La speranza, ovviamente, è quella di rendere l’area più sicura e di proteggerla quantomeno dal bestiame che spesso pascola al suo interno. Una rete di recinzione, in realtà, all’interno del sito di Tanca Manna, esiste da anni ma con il tempo si è usurata. «Numerose segnalazioni – come spiega il Comune – indicano che un tratto di recinzione lunga circa 200 metri, a monte del sito archeologico, si trova in avanzato stato di fatiscenza e decadenza strutturale, con conseguente causa di continui accessi, all’interno del parco, di bestiame di vario genere». La nuova rete di recinzione verrà sistemata nei prossimi mesi e servirà, quantomeno, a tenere lontani gli animali dalla zona archeologica. (v.g.)
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