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Nuoro

Esercitazione a Bosa per affrontare l’emergenza Temo

di Alessandro Farina
Esercitazione a Bosa per affrontare l’emergenza Temo

Il sindaco Casula: «Questa nuova iniziativa sarà molto utile per individuare eventuali criticità in caso di esondazione»

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BOSA. Come comportarsi in caso di piogge torrenziali che alimentino a tal punto il fiume Temo da temere una esondazione del corso d’acqua? Questa la domanda che spinge le autorità preposte alla sicurezza e incolumità pubblica ad ipotizzare scenari di intervento che vedano in campo tutte le forze disponibili da utilizzare in aiuti e soccorsi, nell’area urbana attraversata dall’unico fiume navigabile dell’isola. Nel 2019, nell’ambito della Settimana nazionale della protezione civile, tra il 14 ed il 18 ottobre si terrà a Bosa una esercitazione interforze, in collaborazione con la Brigata Sassari. «L’esercitazione avrà corso nel quadro di uno scenario ipotetico caratterizzato da abbondanti precipitazioni, tali da presupporre un repentino innalzamento del livello del Temo, che esondando provochi allagamenti nell’area urbana» anticipa il sindaco Piero Franco Casula. Verrà quindi attivato il Centro operativo comunale di protezione civile (Coc), la struttura che coordinerà gli interventi delle squadre specializzate di protezione civile. Un piccolo esercito costituito da genieri della Brigata Sassari, Comitato della Croce Rossa di Bosa, vigili del fuoco, guardia costiera, barracelli, vigili urbani, carabinieri, guardia di finanza, polizia. Il clou della esercitazione è previsto per il 17 ottobre, ma le attività previste sono talmente complesse che nei giorni precedenti avranno luogo delle attività preparatorie, con mezzi nautici impiegati sul fiume. Anche perché uno scenario particolare prevede ad esempio il traghettamento verso la sponda più sicura del fiume di persone coinvolte nell’evento alluvionale, che andranno successivamente assistite. «Questa iniziativa ha lo scopo di testare l’efficacia dei modelli operativi per la gestione dell’emergenza e, una volta conclusa l’esercitazione, di fare il punto per individuare eventuali criticità e adottare le più idonee correzioni» conclude Casula. Bosa da tempo immemorabile convive con il suo fiume. Una risorsa certamente, come un potenziale pericolo nelle aree che col tempo sono diventate popolati quartieri a due passi dalle sponde.



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