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Nuoro

Incendiata la Renault della sindacalista

di Valeria Gianoglio
Incendiata la Renault della sindacalista

Paola Deserra: «Non mi chiedo “chi” ma “perché”? Ma continuerò a fare il mio lavoro, come sempre, e senza paura»

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ORTUERI. «La domanda che ho in testa, adesso, non è “chi” ma “perché?”. È quello che vorrei sapere, quello che mi sta tormentando, perché so di avere la coscienza pulita, so di avere sempre fatto il mio dovere, come donna lavoratrice e come sindacalista. Mai avuto uno screzio, con nessuno. E allora perché? Perché, mi chiedo». Paola Deserra, insegnante di Ortueri, e da 10 anni segretaria generale del Sunia-Cgil nuorese – il sindacato inquilini che si occupa di politiche abitative – è reduce da una delle sue notti più difficili e tormentate di sempre.

Qualche ora prima, infatti, intorno alle 3 di notte, dopo aver sentito un rumore fortissimo arrivare dall’esterno della sua abitazione, nel paese, è saltata giù dal letto e affacciandosi dalla finestra, ha assistito alla scena che non avrebbe mai voluto vedere. «È stato un botto fortissimo – racconta, ancora un po’ scossa – ero a letto, e a casa, con mio marito e i miei due figli, e ovviamente ci siamo svegliati e siamo andati a vedere cosa era successo. A quel punto ho visto la mia Renault Clio, parcheggiata vicino a casa, in pratza Forraghe, avvolta dalle fiamme. E da lì sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri, tutto il paese mi ha fatto sentire la sua vicinanza».

E anche ieri mattina, a poche ore dal terzo attentato che in pochi mesi ha avuto come sfondo Ortueri, l’intero paese ha continuato a stringersi con affetto sincero attorno alla sua concittadina da sempre attiva anche nella vita sociale della comunità. «Davvero – dice lei stessa – queste sono le cose che ti fanno piacere, quando accadono vicende brutte come quella di stanotte, sapere che tante persone ti stanno vicino dà conforto. Non conto, infatti, i miei compaesani che nelle ultime ore sono venuti qui a casa anche per mettermi a disposizione la loro macchina, nel caso mi servisse. Non conto le decine di telefonate, le strette di mano, i messaggi e l’affetto che ho ricevuto».

Tra i primi a manifestarle vicinanza e solidarietà, c’è stato anche il sindaco del paese, Francesco Carta. «Paola è una mia coetanea, oltretutto – spiega – ma al di là della conoscenza personale, questo è un fatto che indigna tutto il paese. È il terzo episodio che tocca la nostra comunità in pochi mesi. Come comunità esprimiamo una ferma condanna del vile attentato incendiario ai danni dell’auto della nostra compaesana. E siamo vicini e solidali con le vittime, ma siamo anche preoccupati per atti come questo, ai quali il nostro paese non è e non potrà mai abituarsi. Ortueri è un paese unito che condanna la violenza».

E anche la segreteria della Cgil Nuoro e Ogliastra, ieri, non ha mancato di esprimerle vicinanza e affetto. «Per un gesto – hanno scritto dalla segreteria generale della Cgil – ignobile e vigliacco, posTo in essere a suo danno e a quello della sua famiglia». «Siamo abituati – ha continuato il sindacato – a esprimere il dissenso nei luoghi deputati alla discussione e al confronto democratico, e respingiamo gli attacchi criminali e vili che turbano la serenità di una compagna che presta un’attività a servizio della comunità e a tutela delle persone più deboli». «Ho sempre avuto buoni rapporti con tutti – ripete Paola Deserra, mentre intorno a lei continua la sfilata di abbracci e affetto – in dieci anni di sindacato non ho mai avuto alcun problema, mai uno screzio. Davvero non capisco perché. Ero così tranquilla che all’auto a luglio avevo tolto la polizza furto e incendio. In paese forse sta nascendo una fronda, c’è qualcuno che evidentemente sta manifestando dissenso. Sono dispiaciuta anche per i miei figli: sono stati spettatori di una scena che avrei preferito non vedessero. Ma quello che è successo, in ogni caso, non mi fermerà. Continuerò a fare il mio lavoro, come insegnante e come sindacalista. Fare il sindacato per me è il lavoro più bello del mondo perché stai tra la gente e la aiuti. È un lavoro meraviglioso, e alla Cgil ho imparato tanto. Per questo continuerò a farlo».

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