tribunale
Mancata etichettatura dei rifiuti, il giudice assolve Paolo Clivati
NUORO. È finito con un’assoluzione piena, “perché il fatto non sussiste”, il processo che vedeva Paolo Clivati, amministratore delegato di Ottana Energia, a giudizio con l’accusa di aver infranto un...
1 MINUTI DI LETTURA
NUORO. È finito con un’assoluzione piena, “perché il fatto non sussiste”, il processo che vedeva Paolo Clivati, amministratore delegato di Ottana Energia, a giudizio con l’accusa di aver infranto un particolare artivolo del codice dell’ambiente. Si trattava dell’articolo 29, ed è quello che prevede una sanzione amministrativa a chi, in vari modi, arreca danni all’ambiente. A Paolo Clivati, nel processo che si è concluso ieri con la sua piena assoluzione, era stato contestato il reato di mancata caratterizzazione di rifiuti non speciali. Stando a quanto era ricostruito dall’indagine, in sostanza Clivati non si era preoccupato di far etichettare e segnalare una quindicina di fili elettrici e alcune bombolette che gli ispettori dell’Arpas avevano notato durante una visita ispettiva nell’azienda Ottana Energia. La difesa, rappresentata dagli avvocati Marcello Mereu e Basilio Brodu, era stata di diverso parere: i rifiuti si trovavano in una sistemazione temporanea, e di lì a poco sarebbero stati etichettati a dovere. Gli argomenti portati nel processo dalla difesa, evidentemente, sono stati più che convincenti: il giudice ha assolto, infatti, Paolo Clivati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
