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Nuoro

L’opposizione all’attacco: giunta non più credibile

di Giulia Serra
L’opposizione all’attacco: giunta non più credibile

Duro documento dopo il terremoto giudiziario che ha portato all’arresto di Succu «Concreta la probabilità che le ultime elezioni possano essere state alterate» 

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MACOMER. Il terremoto giudiziario che ha travolto il sistema sanitario del San Martino di Oristano ha registrato il suo epicentro sismico a circa 50 km di distanza, fuori dai confini che segnano le suddivisioni provinciali del territorio. L'arresto di Antonio Onorato Succu, ex primario di ginecologia del San Martino, ha significato infatti per Macomer e per la sua amministrazione dover fare i conti con la sospensione dalla carica di primo cittadino, come previsto dalla legge Severino, del sindaco rieletto per un secondo mandato nel giugno del 2018. Una scossa tellurica di natura giudiziaria che inevitabilmente ha pesanti ripercussioni sul piano politico. Sulla città di Macomer in primis, dove da venti giorni il sindaco è agli arresti domiciliari e dove comunque la sua amministrazione, a fronte anche della decisione di Antonio Succu di non dimettersi dall'incarico, ha scelto di andare avanti guidata dalla vice sindaca Rossana Ledda.

Su questo fronte interno si è registrata la presa di posizione della minoranza consiliare, guidata dall'ex candidata alla carica di sindaca Maria Luisa Muzzu e composta da Teresa Bucciarelli, Aldo Demontis e l'ex primo cittadino Riccardo Uda, che ha spezzato il velo del silenzio politico calato nelle scorse settimane con un documento che condensa sia le ragioni di una posizione di attesa, assunta fino ad ora auspicando un pronunciamento della maggioranza, che la palese esplicitazione di un dubbio pesantissimo, che sembrerebbe mettere in discussione la legittimità e la correttezza del voto amministrativo dello scorso anno e preannunciare azioni politiche inattese. «Ignorare ciò che sta accadendo, quello che gli organi di informazione riportano dagli atti d’inchiesta, proseguire come se nulla fosse – scrivono gli esponenti dell'opposizione – ci sembra poco rispettoso nei confronti della comunità poiché viene imputato a un intero partito, il monolitico partito di maggioranza che governa Macomer, di poter aver acquisito e accresciuto illecitamente e sistematicamente negli anni il proprio consenso elettorale sfruttando strategiche posizioni di potere. Viene configurato un vero e proprio “sistema” di gestione clientelare della cosa pubblica al fine di un tornaconto politico. Ne consegue – è il passaggio più duro del documento – che sia concreta la probabilità che le ultime elezioni comunali possano essere state sensibilmente alterate. Già oggi la legittimità del Consiglio comunale, la credibilità della nostra amministrazione è inevitabilmente posta in ombra dalle accuse mosse al sindaco».

Parole che, messe nero su bianco, assumono la forma di una contestazione aperta e senza infingimenti, alle quali fa seguito una dichiarazione più sibillina che sembrerebbe preludere una nuova scossa, questa volta essenzialmente politica: «noi non intendiamo sottrarci alle nostre responsabilità ed assumeremo le conseguenti determinazioni, anche le più gravi, da contrapporre all’arroganza, nascosta dal silenzio, che sta animando i nostri amministratori». Se a livello comunale si preannuncia battaglia, a livello sovracomunale la situazione appare decisamente ingarbugliata: le mancate dimissioni di Succu dall'incarico di presidente dell'Unione dei Comuni hanno determinato una situazione di stallo. La modalità di sostituzione, anche solo temporanea, risulterebbe più complessa del previsto.

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