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Nuoro

Il nuraghe Tanca Manna fa da apripista a Matera

di Alessandro Mele
Il nuraghe Tanca Manna fa da apripista a Matera

La civiltà nuragica ai due giorni di eventi “barbaricini” nella “città dei sassi”  «La nostra area archeologica può essere un’attrattiva turistica che fa indotto»

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NUORO. Nuoro incontra Matera, Capitale europea della cultura 2019. Tanti gli ambasciatori nuoresi sono già partiti per raggiungere il centro lucano e dare il via a un ricco programma di iniziative, oggi e domani. Tra i protagonisti della conquista pacifica di Matera con la sola arma dello scambio culturale, c’è la civiltà nuragica e nello specifico i 3600 anni di storia dell’area archeologica di Tanca Manna, uno dei fiori all’occhiello del capoluogo barbaricino. All’archeologo e studioso Demis Murgia, il compito di raccontare ai materani questa fetta importante della storia della Sardegna: «Non presenterò solo Tanca Manna – spiega – ma attraverso di essa voglio rappresentare la civiltà nuragica come tassello che compone il mosaico culturale di 3600 anni fa nel Mediterraneo. È importante perché la storia della Sardegna e quella lucana sono tasselli di un passato che non ha mai avuto la giusta evidenza a livello europeo e italiano perché purtroppo c’è sempre stato un privilegiare di altre epoche storiche, nonostante anche la civiltà nuragica abbia contribuito a costruire la cultura di tutto il continente europeo. L’importanza di presentare Tanca Manna sta nel mettere in evidenza come questo luogo rappresenti una delle tante gocce del mare culturale europeo».

«Contestualizzeremo Tanca Manna – racconta ancora Demis Murgia – affinché si capisca come è nato il progetto di ricerca e quali sono le nostre idee che si completeranno nella prossima primavera. Più che quello che è, racconterò quello che sarà Tanca Manna e cosa può offrire. Lo farò attraverso presentazioni che partendo dall’archeologia nuragica arrivino al sito nuorese. Farò anche riferimento al sito archeologico di Noddule che è complementare a quello di Tanca Manna. Questo ed altri siti fanno parte di un’idea di percorso unico sulla civiltà nuragica. Questo incontro costituisce per Nuoro un’occasione importantissima, perché Matera rappresenta un contesto culturale puro che ci aiuterà a crescere attraverso il confronto dandoci la possibilità di inserire Nuoro presentando la sua identità culturale». L’archeologo si sofferma poi sulle nuove tecnologie che consentono al visitatore di avere una visione diretta del passato nuragico: «Porterò con me degli oculus – dice Demis Murgia – dando la possibilità di vedere l’evoluzione di Tanca Manna attraverso la realtà aumentata che sarà un fattore fondamentale del progetto Tanca Manna. È importante che l’utilizzo di questo sistema avvenga nel sito essendo complementare alla visita archeologica. L’archeologia ci aiuta per poter meglio descrivere e comprendere i risultati della ricerca che però non devono essere sostituti alla vera e propria visita se non per chi per vari motivi non può visitarlo dal vivo».

«L’obiettivo di questo spazio materano – conclude – è quello di far venire la gente a Nuoro a vedere anche le dimostrazioni sulle fusioni metalliche e le produzioni. Queste hanno un valore dimostrativo ma anche scientifico. Cercherò di far innamorare di Tanca Manna chi verrà a sentirci ma anche di trasmettere che questo luogo è un momento, un gradino della scala delle nostre tradizioni culturali e di ciò che siamo oggi. Sarà bello mettere a confronto le nostre culture facendo trasparire i nostri valori e quelli di Tanca Manna, un luogo di cultura dove è bello venire perché lì si possono vivere tante emozioni differenti come protagonisti e non solo come spettatori. Tanca Manna è una realtà culturale che crea ricchezza interiore con tante potenzialità anche per un indotto in termini economici».

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