La Nuova Sardegna

Nuoro

Infermieri costretti a lavorare in affanno

Emergenza sanità, il presidente Opi alla Commissione: serve coinvolgere tutte le figure professionali

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NUORO. «La carenza di medici non è l’unico problema che attanaglia la sanità dei territori del Nuorese». A precisarlo è il presidente Opi Nuoro, l’infermiere Roberto Sogos che dopo l’incontro con i componenti della sesta commissione Sanità dello scorso 28 ottobre, rimarcando l’importanza rivestita dalla figura medica nell’organizzazione del lavoro ricorda che «nello stesso panorama svolgono la loro attività con impegno e competenza oltre 20 professioni sanitarie non meno importanti. Dando per assodato e recepito che la carenza organica delle varie figure sia innegabile – aggiunge Sogos –, e in questo momento, come obiettivo prioritario da perseguire, attuando una politica di assunzioni, non si può considerare come unico problema. Dalla discussione con la commissione – prosegue – è emersa una situazione molto più complessa dove, il centro Sardegna pare pagare il prezzo più alto dal punto di vista organizzativo e in prospettiva più rischioso rispetto al servizio sanitario regionale». Così in questo momento storico in cui il San Francesco è congestionato e in difficoltà nel dare risposte concrete alle esigenze della cittadinanza il presidente Opi Nuoro segnala la condizione di assoluta e ordinaria emergenza in cui si trovano ad operare gli infermieri delle varie corsie ospedaliere dove, con organici privi delle previste figure di supporto, son costretti a erogare prestazioni assistenziali in perenne affanno. «Ribadisco con forza – sottolinea Sogos – la volontà dei infermieri di essere messi nella condizione di progettare ed erogare servizi sanitari basati su principi di equità e rispetto dei diritti umani, e ricordo che l’obiettivo di tutte le professioni sanitarie deve essere quello di fornire ai cittadini assistenza continua e continuità tra ospedale e territorio fino al domicilio, in ottica multidisciplinare. Tutti abbiamo diritto, in un futuro prossimo, ad accedere ad un’assistenza sicura, imparziale e solidale: a maggior ragione in un territorio dove cronicità ed età avanzata incidono in maniera sostanziale e dove, come ricordato nell'incontro di lunedì, si ha la sensazione generale di una deviazione di queste garanzie verso altri territori. Come professionisti – conclude – siamo convinti che solo con il coinvolgimento di tutte le figure sanitarie, nonché con l'impegno e il ragionamento scevro da interessi particolari, Nuoro possa riguadagnare ciò che spetta di diritto, dal punto di vista sanitario, ai suoi abitanti».



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