La città ricorda i caduti nella Grande guerra
di Alessandro Mele
Cerimonia in piazza Vittorio Emanuele con rappresentanti delle forze armate Il prefetto Bruzzese: il loro sacrificio resti un esempio per le giovani generazioni
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NUORO. Anche il capoluogo della Barbagia ha celebrato, nella mattinata di ieri, la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Autorità civili e militari, insieme con tanti cittadini e studenti delle scuole nuoresi di ogni ordine e grado, autori di numerosi elaborati fatti per l’occasione, hanno reso onore a una giornata istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale. Dopo la suggestiva cerimonia dell’alzabandiera e la posa di una corona in onore ai caduti della Grande Guerra, è stata data lettura dei messaggi istituzionali inviati dal ministro della Difesa e dal presidente della Repubblica che hanno ricordato l’importanza di questa giornata. Il sindaco Andrea Soddu si è poi rivolto ai tanti studenti presenti: «Mi perdoneranno le tante autorità presenti ma in questa giornata mi voglio rivolgere ai più giovani – ha detto il primo cittadino –. Dovete sapere che la pace che viviamo oggi non c’è sempre stata. Oggi siamo liberi di vivere la vita della società civile con totale normalità. Prima non era così, i nostri nonni vivevano in guerra e hanno dato la vita affinché potessimo vivere in pace grazie al loro sacrificio e al loro contributo. La pace è la cosa più importante che ci sia. Oggi vicino all’Italia ci sono situazioni di guerra molto complesse dove i vostri coetanei vivono momenti di altissima pericolosità. Anche lì le nostre forze armate danno un contributo per la pace e oggi si vuole far capire anche a voi che dobbiamo stringerci intorno all’operato dei nostri uomini». Il prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese si è soffermata sull’importanza del ricordare i caduti di ogni città italiana in giornate come questa: «Ricorre oggi – ha detto – l’anniversario della fine della Grande Guerra. Si celebra la fine di una guerra mondiale che ha seminato disfacimento e miseria e che ha posto le basi per l’evento bellico successivo ma anche per l’esplosione di sentimenti nazionalisti che hanno distrutto il continente europeo. La presenza di un monumento ai caduti è un monito ed evoca ai più giovani l’importanza di ciò che si perde per sempre. Ognuno di quei nomi commuove e rafforza il senso di appartenenza al Paese. Non ci è consentito dimenticare ne sottovalutare il dolore della perdita di ogni singola vita umana. Buon 4 novembre a tutti, viva le forze armate, viva la Repubblica, viva l’Italia». Nei prossimi mesi la lapide posta sul palazzo della guardia di finanza, dedicata ai caduti, sarà implementata con nuovi nomi recentemente scoperti dall’Istasac: «La ricerca sui caduti nuoresi della Grande Guerra – spiega la presidente Marina Moncelsi – ha avuto come punto di partenza la lapide posta nel 1934 sulla facciata della allora Casa del Fascio. La lapide in marmo riporta 137 nomi, molti dei quali non avrebbero dovuto esserci: tra essi, infatti, abbiamo riscontrato un buon numero di nominativi doppi ripetuti talvolta con lieve variante, alcuni nati altrove, un combattente rientrato e ancora in vita al momento della apposizione della lapide e infine, addirittura il nome di un neonato morto a cinque giorni dalla nascita e iscritto nelle liste di leva del Comune. Nel contempo sono assenti ben 15 nomi. Questi 15 nominativi sono stati inseriti in una lapide aggiuntiva che verrà apposta a seguire quella storica, non appena la Sovrintendenza darà il benestare, in quanto si tratta di edificio storico».
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