La Nuova Sardegna

Nuoro

Ex consigliere assolto dall’accusa di truffa

di Kety Sanna
Ex consigliere assolto dall’accusa di truffa

Per il pm Diego Bagiella aveva percepito emolumenti indebitamente La difesa: non ha mai chiesto soldi quando non era presente alle sedute

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NUORO. Si è concluso con un’assoluzione perché il fatto non sussiste il processo a carico di Diego Bagiella, ex consigliere comunale del Pd accusato di truffa per aver percepito in modo indebito “emolumenti giornalieri” che spettano a ogni lavoratore che partecipa alle sedute del consiglio comunale in quanto consigliere eletto. L’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Carboni, nel corso dell’ultima udienza si era sottoposto all’esame davanti al giudice monocratico Luisa Rossetti, rimarcando di non aver mai presentato atti falsi né, tantomeno, sollecitato la trasmissione della sua presenza in consiglio se assente. Il pubblico ministero Marcello Serra alla fine della requisitoria ha chiesto una condanna a 8 mesi. Secondo l’accusa, infatti, in cinque occasioni, tra il 29 ottobre 2013 e il 9 aprile 2015, l’imputato aveva percepito in modo indebito e nel complesso 355 euro dei relativi “emolumenti giornalieri” per la partecipazione alle sedute del Consiglio. Secondo l’inchiesta, partita dopo una serie di esposti presentati da Giovanni Deiana, componente del partito (a seguito di contrasti politici legati al Puc), Bagiella, allora consigliere del Pd, e dipendente a tempo parziale del Centro servizi per il lavoro, aveva richiesto e ottenuto dal suo datore di lavoro di assentarsi dal servizio per l’intera giornata lavorativa, «mediante la fruizione di permessi lavorativi retribuiti, mentre in realtà ometteva di partecipare alle sedute consiliari. In tal modo si assentava ingiustificatamente dal lavoro e conseguiva un ingiusto profitto attraverso l’indebita percezione dei relativi emolumenti giornalieri». Di parere opposto la difesa che durante l’arringa ha parlato di «attacchi inconsistenti». «Un duello iniziato nel 2014 con una sfilza di esposti in Regione, alla presidenza del Consiglio dei ministri, andati poi tutti archiviati – ha detto l’avvocato Carboni –. Quindi si è aperto il procedimento penale nei confronti del mio assistito che si è visto contestate 5 presunte assenze su 100 consigli comunali e 300 commissioni. Sulla base della legge regionale – ha spiegato il legale – un consigliere per ottenere l’esonero dal lavoro deve presentare la convocazione della seduta del Consiglio. Ma può anche non dare la presenza e abbandonare l’aula per ragioni politiche, oppure nonostante la sua presenza in aula pur non esplicitata, sedere tra il pubblico. Ciò che è emerso in modo evidente nel corso del dibattimento – ha aggiunto il difensore – è che l’imputato quei soldi non li ha mai chiesti. Quelli a lui erogati erano stati verificati dagli uffici. Diego Bagiella – ha concluso Carboni prima di chiedere l’assoluzione – non ha mai truffato nessuno; non aveva potere di chiedere su propria valutazione e non ha mai chiesto denaro».

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