Aggressione ai poliziotti: thiesini condannati

I tre fratelli Olivieri, dopo essersi opposti all’alcoltest, avevano picchiato gli agenti della Stradale  

NUORO. Si è chiuso ieri mattina davanti al giudice monocratico Alessandra Ponti, il processo a carico dei tre fratelli di Thiesi: Giuseppe, Sebastiano e Maria Elena Olivieri, accusati di lesioni a pubblico ufficiale oltre che di tentata rapina (Giuseppe), guida in stato di ebbrezza (Sebastiano) e danneggiamento (Maria Elena). Il giudice ha ratificato l’accordo tra le parti e ha emesso sentenza di condanna: a due anni e sei mesi per i due fratelli e a due anni per la sorella. Gli avvocati della difesa, Giancarlo Frongia e Sergio Milia, inoltre, hanno chiesto per gli imputati l’attenuazione della misura restrittiva. Richiesta accolta dal giudice che ha disposto per Giuseppe e Sebastiano che si trovavano agli arresti domiciliari, l’obbligo di dimora, mentre per Maria Elena che aveva l’obbligo di dimora ha stabilito l’obbligo di firma.

I tre fratelli di Thiesi il 29 settembre scorso, durante un posto di blocco all’altezza di Budoni, dopo essersi rifiutati di sottoporsi all’alcoltest, avevano aggredito due poliziotti in servizio al distaccamento di Polizia stradale di Siniscola che erano finiti in ospedale con il naso fratturato. Gli agenti intervenuti a seguito di una segnalazione, avevano fermato poco prima delle tre di notte la Saab con a bordo i fratelli Olivieri, reduci dal festeggiamento del compleanno di uno dei tre in un locale di Budoni. Dopo aver chiesto i documenti, il capo pattuglia aveva disposto la prova dell’etilometro per valutare le condizioni psicofisiche di Sebastiano che si trovava alla guida della vettura. Ma sia il conducente che gli altri due occupanti si erano rifiutati e, vista l’insistenza dei poliziotti, prima avevano opposto resistenza, poi dopo averli spintonati li avevano colpiti con violenza al volto.

Giuseppe Olivieri aveva anche cercato di rubare la pistola di ordinanza a uno degli agenti che, però, era riuscito a bloccarlo. Maria Elena Olivieri, invece, una volta ammanettata con un calcio era riuscita a sfondare il vetro della volante.

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