I pilotis di Funtana Buddia diventano case popolari
di Francesco Pirisi
Cominciati i lavori per ricavare dai vani aperti 16 nuovi alloggi pronti all’uso Trecento famiglie in lista d’attesa. Resta il caso dei 35 abusivi del “Trenino”
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NUORO. Prima risposta all’emergenza di alloggi popolari in città. A Funtana Buddia sono iniziati i lavori per costruire una quindicina di alloggi nelle palazzine di edilizia residenziale pubblica, note come “pilotis”. I nuovi appartamenti saranno ottenuti nel primo piano degli edifici, che nell’intervento originario erano stati lasciati aperti e vuoti insieme al piano terra come argine a possibili smottamenti del terreno. L’intervento è reso possibile grazie a un finanziamento di circa 700mila euro assegnato negli anni scorsi dalla Regione. I lavori sono fatti con l’opera dell’impresa campana Elettrica Sistem, di Cava dei Tirreni. Il progetto porta la firma dall’ingegnere Claudio Pintore, mentre la direzione dell’intervento è stata affidata allo studio Gaias, di Cagliari. L’appalto prevede la consegna degli alloggi a maggio del 2020. Tempi stretti perché il fabbisogno di una casa popolare in città è su livelli di non ritorno. Sono 300 le famiglie inserite nella graduatoria dei richiedenti, riscritta proprio quest’anno dagli uffici del municipio. Tra loro i 35 inquilini abusivi delle case del Trenino, in via Martiri della Libertà. Occupanti per diversi dei quali pende anche la diffida del tribunale a lasciare la casa “non legittima”. Numeri confermati nel mese di giugno durante la seduta della commissione comunale Servizi sociali e politiche per la casa, presieduta dal sardista Graziano Siotto.
Il sindaco Andrea Soddu proprio in quell’occasione aveva annunciato la vicina chiusura della pratica dell’appalto per utilizzare uno dei piani inferiori delle case popolari tra le vie Pinna e Pertini. Le sue parole: «Potremo in questo modo risolvere i casi più urgenti e delicati, in attesa di realizzare ulteriori alloggi per gli altri richiedenti».
La graduatoria assegnerà le priorità. Il fatto che sia stata rinnovata di recente fa propendere che ai primi posti ci siano anche le famiglie che negli ultimi tempi hanno preso d’assalto le abitazioni comunali temporaneamente vuote, o perché ancora da riassegnare o inutilizzate per via della necessità di lavori così da renderle abitabili. Nel frattempo per i diffidati, la casa continua a poter essere quella abusiva, per via di una circolare dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che permette ai sindaci di congelare almeno per un anno l’atto del giudice, che in pratica dà lo “sfratto” agli occupanti. Se ne riparlerà a maggio dell’anno venturo, proprio quando il monte-alloggi del Comune si arricchirà dei 15 appartamenti di Funtana Buddia. Lo scarto tra necessità e spazi abitabili però è, e rimarrà, ancora vasto. Per questo le soluzioni in campo sono molteplici. Quella più concreta è data dalle nuove abitazioni in via Su Pinu, nella parte alta di Preda ‘e Istrada.
Gli alloggi oggi esistenti saranno sostituiti da nuove case. Un intervento che rientra nel Contratto di quartiere, sinora rallentato da questioni legate a differenti visioni sui modi di esecuzione dell’opera tra l’impresa e il Comune. I nuovi appartamenti saranno numericamente qualcuno in più rispetto a quelli da demolire, perché fatiscenti. Il salto di qualità per garantire risposte adeguate all’emergenza potrebbe farsi tuttavia con il bando di Area, l’Azienda regionale per l’edilizia residenziale, con l’acquisto di case private da convertire in alloggi popolari. Bando aperto anche a Nuoro, l’estate scorsa. Diverse le adesioni di proprietari intenzionati a cedere gli immobili all’ente regionale, alcuni dei quali ricadenti nel rione di San Pietro. Si è in attesa degli esiti e soprattutto degli atti concreti per trasformare quelle manifestazioni di interesse in contratti, per il passaggio di proprietà delle case.
Il sindaco Andrea Soddu proprio in quell’occasione aveva annunciato la vicina chiusura della pratica dell’appalto per utilizzare uno dei piani inferiori delle case popolari tra le vie Pinna e Pertini. Le sue parole: «Potremo in questo modo risolvere i casi più urgenti e delicati, in attesa di realizzare ulteriori alloggi per gli altri richiedenti».
La graduatoria assegnerà le priorità. Il fatto che sia stata rinnovata di recente fa propendere che ai primi posti ci siano anche le famiglie che negli ultimi tempi hanno preso d’assalto le abitazioni comunali temporaneamente vuote, o perché ancora da riassegnare o inutilizzate per via della necessità di lavori così da renderle abitabili. Nel frattempo per i diffidati, la casa continua a poter essere quella abusiva, per via di una circolare dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che permette ai sindaci di congelare almeno per un anno l’atto del giudice, che in pratica dà lo “sfratto” agli occupanti. Se ne riparlerà a maggio dell’anno venturo, proprio quando il monte-alloggi del Comune si arricchirà dei 15 appartamenti di Funtana Buddia. Lo scarto tra necessità e spazi abitabili però è, e rimarrà, ancora vasto. Per questo le soluzioni in campo sono molteplici. Quella più concreta è data dalle nuove abitazioni in via Su Pinu, nella parte alta di Preda ‘e Istrada.
Gli alloggi oggi esistenti saranno sostituiti da nuove case. Un intervento che rientra nel Contratto di quartiere, sinora rallentato da questioni legate a differenti visioni sui modi di esecuzione dell’opera tra l’impresa e il Comune. I nuovi appartamenti saranno numericamente qualcuno in più rispetto a quelli da demolire, perché fatiscenti. Il salto di qualità per garantire risposte adeguate all’emergenza potrebbe farsi tuttavia con il bando di Area, l’Azienda regionale per l’edilizia residenziale, con l’acquisto di case private da convertire in alloggi popolari. Bando aperto anche a Nuoro, l’estate scorsa. Diverse le adesioni di proprietari intenzionati a cedere gli immobili all’ente regionale, alcuni dei quali ricadenti nel rione di San Pietro. Si è in attesa degli esiti e soprattutto degli atti concreti per trasformare quelle manifestazioni di interesse in contratti, per il passaggio di proprietà delle case.
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