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Nuoro

“Acqua e fuoco”, un piano per il parco di Tepilora

di Sergio Secci
“Acqua e fuoco”, un piano per il parco di Tepilora

Posada, presentato il progetto triennale sostenuto da Fondazione con il Sud L’investimento è di 160mila euro, monitorati 350 ettari in quattro Comuni

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POSADA. Prende il via il progetto triennale “Acqua e fuoco” sostenuto da Fondazione con il Sud e unico selezionato in Sardegna del bando ambiente 2018. La cura e la consapevolezza del rischio sono determinanti nella prevenzione dei disastri idrogeologici, alluvioni e incendi e dalle cicatrici del passato nasce la mappa per un futuro al riparo dai rischi. Le comunità interessate al progetto, sono quelle dei quattro comuni del parco di Tepilora, ottomila ettari dalla montagne di Tepilora e Crastazza fino alle dune costiere di Posada Bitti, passando per Lodè e Torpè. Sotto la guida di Legambiente agiranno sette partner: Parco, Forestas, Università di Cagliari, le associazioni Adotta un albero e Sardus Pater, scout Posada e Pressa-società cooperativa sociale onlus. Il progetto è stato presentato ieri alla Casa delle dame. «L’ambizione del progetto è quella di ricomporre e far lavorare insieme realtà diverse – ha detto Marta Battaglia di Legambiente –. Saranno tre anni in cui le fragilità del territorio e gli interventi dei partner per la prevenzione dei rischi diverranno materiali di osservazione e studio per le scuole, cittadinanza e comunità». «Per noi – ha continuato il presidente del parco Roberto Tola – l’aspetto più importante è la conoscenza da parte degli abitanti delle tematiche del dissesto idrogeologico e soprattutto la consapevolezza di vivere in un territorio fragile». Sul ruolo dell’Università di Cagliari è intervenuto Antonello Funedda. «Analizzeremo l’evoluzione della piana costiera e lo faremo a seguito di studi già svolti. Punteremo alla comprensione degli equilibri di un sistema naturale complesso come quello fluviale per capire la gestione sostenibile e compatibile con la presenza dell’uomo. Ci saranno anche attività di sensibilizzazione, divulgazione e formazione di studenti e insegnanti». Giuliano De Serra di Forestas ha spiegato che l’agenzia gestisce il 95 per cento del territorio del parco con operai e mezzi. «Due gli obiettivi: ripristino tecnico dell’alveo del fiume e recupero della pineta in parte distrutta da incendi». Dopo l'incontro si è insediato il comitato di indirizzo popolare che coinvolge i partner del progetto e si allarga a scuola e imprenditoria turistica. Il progetto vale 160mila euro, con un contributo di 127mila della Fondazione Con il Sud. Saranno monitorati 350 ettari e realizzati 10 interventi di prevenzione e tutela, con il coinvolgimento di 23 volontari e 50 cittadini, nonché una scuola per ogni paese che seguirà sul campo tutte le operazioni. Le iniziative di sensibilizzazione e le manifestazioni pubbliche puntano a raggiungere altre 1500 persone. Saranno piantati alberi, puliti i percorsi da detriti e rifiuti, rafforzate le dune, effettuate analisi della piana alluvionale al fine di riconoscere i caratteri geologici necessari alla valutazione del rischio idrogeologico.

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