Un simulatore Transas per formare gli studenti
di Mauro Piredda
Siniscola, all’istituto “Pira” un progetto finalizzato al controllo del traffico navale Lai: «Dobbiamo offrire il meglio per cercare di limitare l’abbandono scolastico»
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SINISCOLA. Tutto pronto per l’utilizzo del simulatore di navigazione (di plancia e sala macchine) all’Istituto di istruzione superiore Michelangelo Pira di Lupareddu. La strumentazione Transas, società leader nelle soluzioni di formazione professionale e di simulazione, con riferimento al controllo del traffico navale e agli strumenti di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale, è una piattaforma computerizzata di lavoro munita di timone, radar e schermi capace di mettere lo studente nelle condizioni di navigare virtualmente ma in un ambiente molto simile alla realtà. Il laboratorio, le cui attività partiranno dai primi mesi del 2020, è il risultato di una selezione vinta dall’istituto Pira all’interno di un progetto Pon Fsr, come spiegato dal docente di italiano e latino Giacomo Gazzaniga. Attraverso il simulatore si potranno utilizzare diversi modelli di imbarcazione e diversi approdi portuali nelle più svariate condizioni ambientali e meteorologiche (comprese le più difficoltose). «Ora siamo nei pressi del porto di Genova – ha indicato il docente di informatica Massimiliano Carzedda durante una prova del simulatore – in condizioni di temporale. Ma possiamo optare per il canale di Panama, ad esempio, o altri luoghi del pianeta».
Carzedda, che insieme al Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi) Gianfranco Ledda si è occupato della parte burocratica del progetto, ha ricordato la genesi dell’iniziativa sotto la direzione di Vincenzo di Giacomo, proseguita lo scorso anno con Concetta Cimino e culminata ora con il nuovo dirigente, Sebastiano Lai. «La vision del nostro istituto – spiega Lai – è quella di garantire il successo formativo dei ragazzi del nostro istituto, e quindi del liceo, del nautico e dell’agrario, anche con laboratori di questo tipo. Dobbiamo offrire loro il meglio, è un obbligo data anche la sfavorevole tendenza all’abbandono scolastico».
«Il progetto – aggiunge il docente di Meccanica e macchine Marco Picchioni – si rifà alla normativa internazionale Stcw Manila 2020 alla quale tutti gli istituti nautici devono adeguarsi per fornire le migliori competenze finali in merito alla navigazione».
Ma è un progetto che dovrà essere implementato da nuovi pacchetti. Come quello relativo alla ricerca e al soccorso: «Lavoreremo alla mappatura delle zone – ha aggiunto Carzedda – per capire dove si sono perse le persone in mare. Il nuovo pacchetto sarà molto utile per simulare il salvataggio dei migranti in difficoltà durante i loro viaggi. Avremo a che fare con i gommoni che si avvicinano alle imbarcazioni, una questione che ci preme».
Carzedda, che insieme al Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi) Gianfranco Ledda si è occupato della parte burocratica del progetto, ha ricordato la genesi dell’iniziativa sotto la direzione di Vincenzo di Giacomo, proseguita lo scorso anno con Concetta Cimino e culminata ora con il nuovo dirigente, Sebastiano Lai. «La vision del nostro istituto – spiega Lai – è quella di garantire il successo formativo dei ragazzi del nostro istituto, e quindi del liceo, del nautico e dell’agrario, anche con laboratori di questo tipo. Dobbiamo offrire loro il meglio, è un obbligo data anche la sfavorevole tendenza all’abbandono scolastico».
«Il progetto – aggiunge il docente di Meccanica e macchine Marco Picchioni – si rifà alla normativa internazionale Stcw Manila 2020 alla quale tutti gli istituti nautici devono adeguarsi per fornire le migliori competenze finali in merito alla navigazione».
Ma è un progetto che dovrà essere implementato da nuovi pacchetti. Come quello relativo alla ricerca e al soccorso: «Lavoreremo alla mappatura delle zone – ha aggiunto Carzedda – per capire dove si sono perse le persone in mare. Il nuovo pacchetto sarà molto utile per simulare il salvataggio dei migranti in difficoltà durante i loro viaggi. Avremo a che fare con i gommoni che si avvicinano alle imbarcazioni, una questione che ci preme».
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