Mancano i pediatri, petizione a Bosa
di Alessandro Farina
Allarme dei sindacati per la carenza dei medici di base riservati ai giovanissimi
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BOSA. Il sindacato Federazione sindacati indipendenti - Unione sindacati autonomi europei lamenta carenza di personale nel reparto di medicina e pronto soccorso dell’ospedale Mastino, malgrado le rassicurazioni in arrivo nei giorni scorsi dal comune sentiti i responsabili di Ats e Assl. Il comitato Pro Pediatra si prepara invece ad una nuova battaglia per garantire a tutti i bambini e relative famiglie la possibilità di poter usufruire delle prestazioni del locale pediatra di base, considerato che i nati tra fine 2018 e inizio 2019 non possono essere iscritti nelle liste della professionista nominata per un anno di attività a Bosa solo nei giorni scorsi.
Ancora una volta insomma, in tema di servizi sanitari, le spine non mancano sulla fascia centro occidentale dell’isola, al pari degli appelli per soluzioni concrete ai vertici politici della sanità isolana. L’assemblea del comitato pro pediatra ha deciso di intraprendere delle concrete azioni di sensibilizzazione della popolazione, come di portare direttamente sul tavolo dell’assessore Mario Nieddu precise richieste, attraverso una petizione che verrà lanciata a breve e trasmessa via pec a Cagliari.
«L’Ats deve approvare una delibera che riconosca Bosa come sede carente, non capiamo cosa ostacoli questo atto. Solo allora la Regione potrà prendere in carico questa determinazione e quindi, in caso venga riconosciuta questa situazione, l’Ats potrà procedere al bando per l’assegnazione definitiva della sede di pediatria di base», l’obiettivo della prima ora. «L’assegnazione temporanea della sede di Bosa non risolve i problemi, perché a una quarantina di famiglie è oggi preclusa la possibilità di optare nel concreto per un pediatra che però non può prendere in carico formalmente i propri figli come pazienti. Se non da esterni e quindi a pagamento, e questo non è tollerabile in una zona dove tra l’altro non mancano problematiche di lavoro, economiche e difficoltà nei collegamenti con altri centri».
Ancora una volta insomma, in tema di servizi sanitari, le spine non mancano sulla fascia centro occidentale dell’isola, al pari degli appelli per soluzioni concrete ai vertici politici della sanità isolana. L’assemblea del comitato pro pediatra ha deciso di intraprendere delle concrete azioni di sensibilizzazione della popolazione, come di portare direttamente sul tavolo dell’assessore Mario Nieddu precise richieste, attraverso una petizione che verrà lanciata a breve e trasmessa via pec a Cagliari.
«L’Ats deve approvare una delibera che riconosca Bosa come sede carente, non capiamo cosa ostacoli questo atto. Solo allora la Regione potrà prendere in carico questa determinazione e quindi, in caso venga riconosciuta questa situazione, l’Ats potrà procedere al bando per l’assegnazione definitiva della sede di pediatria di base», l’obiettivo della prima ora. «L’assegnazione temporanea della sede di Bosa non risolve i problemi, perché a una quarantina di famiglie è oggi preclusa la possibilità di optare nel concreto per un pediatra che però non può prendere in carico formalmente i propri figli come pazienti. Se non da esterni e quindi a pagamento, e questo non è tollerabile in una zona dove tra l’altro non mancano problematiche di lavoro, economiche e difficoltà nei collegamenti con altri centri».
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