la sfida della coop lariso
La cultura antidoto all’illegalità Un progetto per 200 giovani
di Stefania Vatieri
NUORO. Musica arte e creatività per combattere la devianza giovanile e la dispersione scolastica. Si chiude il progetto “Dal dire al fare…” dedicato a duecento giovani adolescenti del territorio...
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Musica arte e creatività per combattere la devianza giovanile e la dispersione scolastica. Si chiude il progetto “Dal dire al fare…” dedicato a duecento giovani adolescenti del territorio proveniente dagli istituti superiori della città. Una sfida lanciata nove mesi dalla cooperativa sociale Lariso che grazie ad un’équipe multi professionale radicata nel territorio e con una lunga esperienza di lavoro con i giovani tra i 14 ed i 21 anni ha messo messo in campo l’iniziativa con l’obiettivo di avvicinare gli adolescenti ai luoghi della cultura e delle diverse arti espressive (fumetto, musica, video, incisione digitale) proponendo delle attività che riuscissero a cogliere i loro interessi e valorizzare i loro talenti. Lo scopo è far acquisire nuove competenze utili ad aumentare la fiducia nelle proprie capacità.
Il progetto, presentato al pubblico il 21 febbraio nello Spazio Giovani di Nuoro, dove hanno partecipato e aderito dirigenti e insegnanti referenti di diversi istituti di istruzione superiore e i giovani della consulta studentesca, si è concluso qualche giorno fa nell’auditorium dell’Istituto superiore etnografico con la presentazione dei lavori svolti dai ragazzi. «Quello che ha reso unico il nostro progetto, è l’aver avuto la possibilità di raccontare attraverso le attività “un altro studente” spesso misconosciuto agli stessi docenti e genitori – interviene il responsabile scientifico del progetto Gianfranco Oppo –. Con i laboratori, che hanno avuto anche una finalità orientativa, abbiamo avuto modo di far emergere nuove competenze, ma anche un mondo giovanile fatto di potenzialità inespresse, di quelle emozioni e affettività che caratterizzano i principali compiti di sviluppo. Molti ragazzi vivono solo esperienze virtuali e non si confrontano con la fatica di crescere in un mondo reale sempre più complesso dove il rischio è dietro l’angolo». L’iniziativa è stata finanziata dall’assessorato regionale della pubblica istruzione nell’ambito del bando “Slegali, studenti a scuola di legalità” per la concessione di contributi di promozione della cultura della legalità tra i giovani. Il progetto si è sviluppato nell’arco di nove mesi e ha avuto come finalità quella di promuovere la legalità e contrastare i comportamenti a rischio tipici dell’adolescenza attraverso un approccio innovativo con delle modalità di coinvolgimento che hanno puntato a valorizzare il protagonismo dei giovani in genere, degli studenti delle scuole superiori e dei ragazzi usciti dal percorso scolastico. «Si conclude un percorso intenso ma molto gratificante – spiega Silvio Obinu, presidente della Lariso –. Sono stati otto mesi impegnativi che ci hanno dimostrato come azioni simili siano vincenti per contrastare la dispersione scolastica». La sfida del progetto “Dal dire al fare” è stata stimolare gli adolescenti a sperimentare linguaggi espressivi alternativi individuando nuove possibilità e occasioni partecipative facendoli incontrare con un mondo a loro poco familiare rendendoli non solo fruitori, ma realmente protagonisti. I ragazzi si sono dovuti misurare nei cinque laboratori proposti: videomaking curato da Davide Onnis, laboratorio di musica curato da Bachisio Marras, laboratorio di fumetto curato da Manuelle Mureddu e incisione digitale curato da Pier Luigi Manca.
Il progetto, presentato al pubblico il 21 febbraio nello Spazio Giovani di Nuoro, dove hanno partecipato e aderito dirigenti e insegnanti referenti di diversi istituti di istruzione superiore e i giovani della consulta studentesca, si è concluso qualche giorno fa nell’auditorium dell’Istituto superiore etnografico con la presentazione dei lavori svolti dai ragazzi. «Quello che ha reso unico il nostro progetto, è l’aver avuto la possibilità di raccontare attraverso le attività “un altro studente” spesso misconosciuto agli stessi docenti e genitori – interviene il responsabile scientifico del progetto Gianfranco Oppo –. Con i laboratori, che hanno avuto anche una finalità orientativa, abbiamo avuto modo di far emergere nuove competenze, ma anche un mondo giovanile fatto di potenzialità inespresse, di quelle emozioni e affettività che caratterizzano i principali compiti di sviluppo. Molti ragazzi vivono solo esperienze virtuali e non si confrontano con la fatica di crescere in un mondo reale sempre più complesso dove il rischio è dietro l’angolo». L’iniziativa è stata finanziata dall’assessorato regionale della pubblica istruzione nell’ambito del bando “Slegali, studenti a scuola di legalità” per la concessione di contributi di promozione della cultura della legalità tra i giovani. Il progetto si è sviluppato nell’arco di nove mesi e ha avuto come finalità quella di promuovere la legalità e contrastare i comportamenti a rischio tipici dell’adolescenza attraverso un approccio innovativo con delle modalità di coinvolgimento che hanno puntato a valorizzare il protagonismo dei giovani in genere, degli studenti delle scuole superiori e dei ragazzi usciti dal percorso scolastico. «Si conclude un percorso intenso ma molto gratificante – spiega Silvio Obinu, presidente della Lariso –. Sono stati otto mesi impegnativi che ci hanno dimostrato come azioni simili siano vincenti per contrastare la dispersione scolastica». La sfida del progetto “Dal dire al fare” è stata stimolare gli adolescenti a sperimentare linguaggi espressivi alternativi individuando nuove possibilità e occasioni partecipative facendoli incontrare con un mondo a loro poco familiare rendendoli non solo fruitori, ma realmente protagonisti. I ragazzi si sono dovuti misurare nei cinque laboratori proposti: videomaking curato da Davide Onnis, laboratorio di musica curato da Bachisio Marras, laboratorio di fumetto curato da Manuelle Mureddu e incisione digitale curato da Pier Luigi Manca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
