La sera della vigilia arriva Vab-bo Natale
di Valeria Gianoglio
I volontari della protezione civile il 24 dicembre portano i doni di casa in casa in cambio di una offerta per la loro autobotte
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NUORO. Un minuto dopo aver ricevuto la richiesta di aiuto dalla scuola – «Il nostro Babbo Natale non può più venire per dare i doni ai bambini, potreste sostituirlo voi?» – Michele Fadda, bando ai tentennamenti, aveva già mandato un messaggino al suo capo personale dell’Arst, per chiedere un giorno di ferie: «Aiuteresti VAB-bo Natale a rendere felici i bambini delle scuole con un giorno di ferie per domani? Grazie di cuore». Funziona così, tra i trenta volontari dell’associazione Vab, che da due anni a Nuoro città donano il loro tempo in modo generoso alla causa della Protezione civile occupandosi di servizio anti-incendio e di vigilanza ambientale. “Funziona” che i volontari sono sempre pronti a dare una mano e anche a sacrificare un giorno di ferie per fare felice un folto gruppo di piccoli scolaretti.
E se mancano i soldi per verniciare e sistemare l’unica e preziosa autobotte dell’associazione – la stessa che nell’ultima stagione anti-roghi ha macinato chilometri e chilometri per controllare il territorio e aiutare i vigili del fuoco e la forestale – anziché piangere miseria e lamentarsi ci si rimbocca le mani e si tira fuori una bella idea dal cilindro. E anche stavolta è andata così e lo stesso Michele Fadda, presidente del gruppo Vab Nuoro, quando lo racconta non nasconde lo stupore per l’esito del progetto che sin dalle prime adesioni si è rivelato un vero successo. Martedì 24 dicembre, dalle 18 in poi, mentre la stragrande maggioranza dei suoi concittadini si affaccenderà tra caminetto, spiedi, pentole e fornelli preparando il cenone della Vigilia, Michele Fadda, aiutato dalla moglie e dalla figlia, infilerà un paio di pantaloni rossi over-size, un barbone e una parrucca di ricci candidi, sistemerà un paio di cuscini sotto la maglia, e si trasformerà nel Babbo Natale che tutti i bambini del mondo aspettano con trepidazione. Un po’ come ha fatto ieri, in una scuola di Nuoro, aiutato da due suoi compagni di viaggi nel gruppo Vab Nuoro, Elisa Gambioli e Massimiliano Gallittu, per l’occasione nel ruolo di simpatici elfi. Ma quella di lunedì sera, vigilia di Natale, sarà una occasione del tutto speciale: perché quel giorno, e per almeno un paio di ore, il neo-ribattezzato “Vab-bo” Natale passerà di casa in casa a portare i doni ai bimbi nuoresi, nelle famiglie che in questi ultimi giorni ne hanno richiesto la presenza e il servizio rispondendo all’iniziativa lanciata anche via Facebook da Michele Fadda e dai volontari.
«Quando ho lanciato l’idea – spiega – in tanti mi hanno detto che ero folle, ma io mi diverto, in realtà, soprattutto se c’è da portare un sorriso ai bambini. Così, insieme agli altri amici del Vab abbiamo deciso di chiedere ai nuoresi se volevano che consegnassimo noi, i doni che avevano comprato, ai loro bambini. Saremo noi a portarli nelle loro case, il 24 sera, dalle 18 alle 20 dopo averli ritirati in due punti di raccolta in città. Abbiamo già raccolto una trentina di prenotazioni, e nella gestione dell’iniziativa ci stanno aiutando anche alcune compagne di classe di mia figlia, un amico elettricista che sta illuminando il fuoristrada- “slitta”, i colleghi di Cagliari che ci hanno prestato un rimorchio, il Conad che ci sta dando dolcetti e caramelle. Come sempre le persone sono state generose. E ci auguriamo che lo siano anche le istituzioni: entro fine gennaio abbiamo bisogno di un ricovero, di una sede, per portare lì la nostra autobotte perché dobbiamo per forza portarla via da dove la stanno ospitando, a Pratosardo. Poi speriamo anche che la Regione ci rimborsi presto i tremila euro che abbiamo speso per il gasolio dell’autobotte durante l’ultima campagna anti-incendi. Le speranze per il futuro, insomma, sono tante. Ma lo spirito del Vab è quello di fare, anziché lamentarsi. E la nostra gioia, adesso, sarà vedere il sorriso di tanti bambini la sera del 24».
E se mancano i soldi per verniciare e sistemare l’unica e preziosa autobotte dell’associazione – la stessa che nell’ultima stagione anti-roghi ha macinato chilometri e chilometri per controllare il territorio e aiutare i vigili del fuoco e la forestale – anziché piangere miseria e lamentarsi ci si rimbocca le mani e si tira fuori una bella idea dal cilindro. E anche stavolta è andata così e lo stesso Michele Fadda, presidente del gruppo Vab Nuoro, quando lo racconta non nasconde lo stupore per l’esito del progetto che sin dalle prime adesioni si è rivelato un vero successo. Martedì 24 dicembre, dalle 18 in poi, mentre la stragrande maggioranza dei suoi concittadini si affaccenderà tra caminetto, spiedi, pentole e fornelli preparando il cenone della Vigilia, Michele Fadda, aiutato dalla moglie e dalla figlia, infilerà un paio di pantaloni rossi over-size, un barbone e una parrucca di ricci candidi, sistemerà un paio di cuscini sotto la maglia, e si trasformerà nel Babbo Natale che tutti i bambini del mondo aspettano con trepidazione. Un po’ come ha fatto ieri, in una scuola di Nuoro, aiutato da due suoi compagni di viaggi nel gruppo Vab Nuoro, Elisa Gambioli e Massimiliano Gallittu, per l’occasione nel ruolo di simpatici elfi. Ma quella di lunedì sera, vigilia di Natale, sarà una occasione del tutto speciale: perché quel giorno, e per almeno un paio di ore, il neo-ribattezzato “Vab-bo” Natale passerà di casa in casa a portare i doni ai bimbi nuoresi, nelle famiglie che in questi ultimi giorni ne hanno richiesto la presenza e il servizio rispondendo all’iniziativa lanciata anche via Facebook da Michele Fadda e dai volontari.
«Quando ho lanciato l’idea – spiega – in tanti mi hanno detto che ero folle, ma io mi diverto, in realtà, soprattutto se c’è da portare un sorriso ai bambini. Così, insieme agli altri amici del Vab abbiamo deciso di chiedere ai nuoresi se volevano che consegnassimo noi, i doni che avevano comprato, ai loro bambini. Saremo noi a portarli nelle loro case, il 24 sera, dalle 18 alle 20 dopo averli ritirati in due punti di raccolta in città. Abbiamo già raccolto una trentina di prenotazioni, e nella gestione dell’iniziativa ci stanno aiutando anche alcune compagne di classe di mia figlia, un amico elettricista che sta illuminando il fuoristrada- “slitta”, i colleghi di Cagliari che ci hanno prestato un rimorchio, il Conad che ci sta dando dolcetti e caramelle. Come sempre le persone sono state generose. E ci auguriamo che lo siano anche le istituzioni: entro fine gennaio abbiamo bisogno di un ricovero, di una sede, per portare lì la nostra autobotte perché dobbiamo per forza portarla via da dove la stanno ospitando, a Pratosardo. Poi speriamo anche che la Regione ci rimborsi presto i tremila euro che abbiamo speso per il gasolio dell’autobotte durante l’ultima campagna anti-incendi. Le speranze per il futuro, insomma, sono tante. Ma lo spirito del Vab è quello di fare, anziché lamentarsi. E la nostra gioia, adesso, sarà vedere il sorriso di tanti bambini la sera del 24».
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