Il Temo cresce di un metro e allaga un’azienda agricola
di Alessandro Farina
Bosa, la fattoria Su Riu Mannu invasa dall’acqua del fiume, danni ingenti Nessun problema nel centro urbano, i pescatori mettono in sicurezza le barche
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BOSA. Ruggisce il Temo, a pochi giorni da Natale. Nella notte tra il 20 e 21 dicembre, come ampiamente previsto da un’allerta arancione per rischio idraulico in arrivo dalla Protezione Civile della Sardegna, intense precipitazioni nel bacino imbrifero provocano l’innalzamento del fiume di oltre un metro. Con pesanti danni ad una azienda agricola a monte, mentre a valle il fiume invade per qualche ora il molo fluviale, quando già pescatori e diportisti hanno rafforzato le cime al naviglio ormeggiato sulla sponda destra del Lungotemo. Già dal pomeriggio di giovedì, in caso di allerta arancione così sancisce il Piano comunale di protezione civile, il sindaco Piero Franco Casula attiva il Coc: con personale di Comitato Croce Rossa Italiana, Barracelli e Vigili Urbani impegnato a monitorare fiume e ruscelli, e personale Opsa della Cri pronto ad intervenire per eventuali evacuazioni o soccorsi. Verso le otto di ieri il Temo cresce vertiginosamente di livello, mandando sott’acqua l’impresa agricola Su Riu Mannu di Gianni Vargiu, nelle vicinanze del ponticello di Su Adu, già coperto dall’acqua nella notte. L’imprenditore riesce a salvare i cavalli e infila la muta per cercare di portare sulla terraferma altri animali, alcuni dei quali restano purtroppo sommersi dalla repentina piena. L’azienda – colture, attrezzi e automezzi agricoli, la casa e gli impianti – è coperta da un metro d’acqua, con danni da calcolare ma di sicuro ingenti. Ancora una volta, considerato che qualche anno fa nella piccola impresa agricola si è vissuta la stessa situazione.
Nel frattempo le “agenzie” social ipotizzano che siano state aperte le paratie nello sbarramento più a monte sul corso del Temo. «Nessun rilascio da Roccadoria, abbiamo verificato subito», afferma però il sindaco Piero Franco Casula. Verso le dieci del mattino all’altezza del centenario ponte in trachite il livello del fiume è già a più un metro sullo zero idrografico. Con alle 12 circa il picco: un metro e trenta segnerà infatti l’asticella graduata. Dalle paratie perennemente aperte della diga di Monte Crispu fuoriescono trecentotrenta metri cubi d’acqua limacciosa al secondo, ed il Rio Mannu e altri ruscelli scaricano ulteriori quantità impressionanti d’acqua, riferisce il sindaco. «Stiamo monitorando costantemente la situazione e la Prefettura di Nuoro ha già attivato la sala operativa per le emergenze. A parte quanto accaduto nelle campagne, in area urbana non registriamo problemi. Malgrado la mareggiata di Libeccio ed il mare in tempesta l’acqua defluisce costantemente dalla foce, riparata dalla nuova diga foranea. Non dobbiamo però abbassare la guardia: dalla serata sono previste altre precipitazioni», spiega Casula dalle frequenze di Radio Planargia.
Dopo mezzogiorno il livello del Temo comincia ad abbassarsi e da mezzanotte il codice di allerta idraulico torna da arancio a giallo. Per nuovamente colorarsi di arancione però tra le sei del mattino ed il pomeriggio di oggi, domenica 22 dicembre, avvisano dalla Protezione Civile regionale. L’allerta resta quindi ancora alta a Bosa, dove l’innalzarsi del corso d’acqua non è certo una sorpresa in concomitanza di forti piogge a terra e mareggiata di Libeccio o Ponente sulla costa, le condizioni da sempre più avverse. A quasi settant’anni dal progetto e cinquanta dalla realizzazione della diga di Monte Crispu lo sbarramento non è ancora stato collaudato e svolge parzialmente il suo compito di laminazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel frattempo le “agenzie” social ipotizzano che siano state aperte le paratie nello sbarramento più a monte sul corso del Temo. «Nessun rilascio da Roccadoria, abbiamo verificato subito», afferma però il sindaco Piero Franco Casula. Verso le dieci del mattino all’altezza del centenario ponte in trachite il livello del fiume è già a più un metro sullo zero idrografico. Con alle 12 circa il picco: un metro e trenta segnerà infatti l’asticella graduata. Dalle paratie perennemente aperte della diga di Monte Crispu fuoriescono trecentotrenta metri cubi d’acqua limacciosa al secondo, ed il Rio Mannu e altri ruscelli scaricano ulteriori quantità impressionanti d’acqua, riferisce il sindaco. «Stiamo monitorando costantemente la situazione e la Prefettura di Nuoro ha già attivato la sala operativa per le emergenze. A parte quanto accaduto nelle campagne, in area urbana non registriamo problemi. Malgrado la mareggiata di Libeccio ed il mare in tempesta l’acqua defluisce costantemente dalla foce, riparata dalla nuova diga foranea. Non dobbiamo però abbassare la guardia: dalla serata sono previste altre precipitazioni», spiega Casula dalle frequenze di Radio Planargia.
Dopo mezzogiorno il livello del Temo comincia ad abbassarsi e da mezzanotte il codice di allerta idraulico torna da arancio a giallo. Per nuovamente colorarsi di arancione però tra le sei del mattino ed il pomeriggio di oggi, domenica 22 dicembre, avvisano dalla Protezione Civile regionale. L’allerta resta quindi ancora alta a Bosa, dove l’innalzarsi del corso d’acqua non è certo una sorpresa in concomitanza di forti piogge a terra e mareggiata di Libeccio o Ponente sulla costa, le condizioni da sempre più avverse. A quasi settant’anni dal progetto e cinquanta dalla realizzazione della diga di Monte Crispu lo sbarramento non è ancora stato collaudato e svolge parzialmente il suo compito di laminazione.
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