Pneumologia, l’attesa infinita per un controllo
Paziente affetto da sindrome di apnee notturne: «Non so più che fare per avere un appuntamento»
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NUORO. «Da mesi cerco di mettermi in contatto con il reparto di pneumologia per far presente che l’apparecchio che utilizzo durante il sonno per l’eliminazione delle apnee, va resettato. I dati accumulati in un anno che lo specialista avrebbe dovuto scaricare e valutare dal mese di ottobre scorso, sono ancora in memoria, col rischio che il Cpap (così si chiama l’apparecchio ndr) vada in tilt». Gianfranco Sotgiu, paziente nuorese affetto da Osas, meglio nota come sindrome delle apnee notturne, dal 2013 è stato dotato dall’azienda sanitaria della strumentazione necessaria per affrontare meglio la sua patologia. «Questo strumento, una sorta di mascherina che indosso prima di andare a dormire, riduce o elimina le apnee notturne. Il mio è un disturbo particolare che potrebbe causare problemi e danni ad altri organi. Ebbene – sottolinea Sotgiu – l’apparecchio è dotato di un “disco” che registra quello che avviene durante il sonno, monitorandone la qualità e il numero, la frequenza e la durata di eventuali apnee. I dati che vengono raccolti, però, devono essere periodicamente verificati dal medico specialista che li legge e li interpreta per poi trarne informazioni per programmare eventuali azioni correttive». Il problema per Gianfranco Sotgiu nasce nel momento in cui la capacità massima dei dati raggiunge il limite. A quel punto occorre scaricare o cancellare del tutto la memoria, causando così la perdita delle informazioni raccolto nell’arco di un anno. «Dati importanti per la diagnosi e quindi per la mia terapia – aggiunge il paziente –. Ma dal mese di agosto, nonostante abbia più volte chiamato in reparto, e mi sia recato di persona allo Zonchello, nessuno ha potuto fissarmi un appuntamento. Questo tipo di controllo, tra l’altro, non può passare tramite il centro unico di prenotazione, perciò sono costretto a chiamare l’ambulatorio del reparto. Finora – continua il paziente – le infermiere mi hanno risposto che non sono autorizzate a prendere prenotazioni perché non ci sono i medici che dovrebbero eseguire i controlli e fare la successiva visita. Così quest’anno sono arrivato a gennaio e ancora non mi hanno dato nessuna possibilità. Non so più cosa devo fare. Sono deluso e sconcertato. Possibile che l’Asl che paga un canone per l’apparecchio che ho in uso (comprende oltre al noleggio la fornitura del materiale di consumo e il controllo da parte della ditta fornitrice che viene eseguiti puntualmente), non si preoccupi di verificarne l’utilizzo attraverso i dati che raccolgo? Mi sembra davvero impensabile che le cose vadano avanti in questo modo – conclude Sotgiu –. Non mi resta che provare a contattarli anche a gennaio, con la speranza che la situazione si sblocchi presto». (k.s.)
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