Macomer in foto, boom di iscritti
di Alessandra Porcu
L’iniziativa su Facebook di Sabrina Tondo e Antonio Bellu accolta con entusiasmo
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MACOMER. In pochissimi giorni il numero dei membri appartenenti al gruppo facebook è arrivato a poco meno di 4 mila. «Lo scorso 21 gennaio, quando abbiamo deciso di dar vita a ’Macomer in foto’ – racconta ancora incredula Sabrina Tondo, ideatrice del progetto insieme con Antonio Bellu – non ci saremmo mai aspettati il boom di partecipazioni». Le foto postate fino a oggi sono qualche migliaio. Ma, c’è da scommetterci, aumenteranno ancora. «Inizialmente – spiega Bellu, fotografo per passione – avevamo pensato di dar vita a una sorta di bacheca virtuale che raccogliesse le foto storiche della nostra città. Alcuni luoghi sono cambiati profondamente e in tanti non si ricordano come fossero. Altri ancora, specie i più giovani, non ne conoscono neppure l’esistenza. Così, io e Sabrina, abbiamo immaginato che un gruppo social avrebbe potuto essere d’aiuto in questo senso».
Ciò che non si sarebbero aspettati, però, è lo smisurato successo ottenuto. In molti, moltissimi hanno iniziato a inondare la pagina con scatti del passato, lontano e recente. Giorno dopo giorno, i fotogrammi si moltiplicano e oramai, poco importa, che immortalino la chiesa di San Pantaleo in tutto il suo antico splendore o il fiume di gente che si riversò nel corso Umberto per salutare Francesco Cossiga al fianco dell’allora sindaco Salvatore Castagna. «Ci sono immagini del carnevale, della tuva, delle cresime. Prime comunioni e compleanni. Ce ne sono altre scattate sui campi da calcio o a scuola, in classe. Il gruppo è aperto – sottolinea Sabrina Tondo – ognuno può condividere i suoi ricordi. Quelli a cui tiene di più. Questo esperimento fa bene al cuore. È un modo per mettere a nudo le proprie emozioni e, perché no, per rendere omaggio alla memoria di chi non c’è più. Insomma, è un regalo che abbiamo voluto fare a noi stessi e ai nostri concittadini», aggiunge.
Strappare un sorriso. Riavvicinare le persone, farle socializzare e «stimolarle a uscire di casa, anche solo per bere un caffè insieme»", sottolinea Antonio Bellu. Pure questo fa parte di quello che potremmo definire un progetto sociale. «L’aria che da qualche mese a questa parte si respira a Macomer è pesante. Il clima di rabbia e ostilità reciproca diffuso soprattutto in rete sta innalzando muri. Le barriere allontanano le persone. Abbattiamo i confini. Diamo spazio alla leggerezza. Facciamoci due risate, magari guardando proprio quelle foto che ci eravamo dimenticati di avere». Questo il messaggio di Sabrina e Antonio che promettono: «Siamo solo all’inizio».
Ciò che non si sarebbero aspettati, però, è lo smisurato successo ottenuto. In molti, moltissimi hanno iniziato a inondare la pagina con scatti del passato, lontano e recente. Giorno dopo giorno, i fotogrammi si moltiplicano e oramai, poco importa, che immortalino la chiesa di San Pantaleo in tutto il suo antico splendore o il fiume di gente che si riversò nel corso Umberto per salutare Francesco Cossiga al fianco dell’allora sindaco Salvatore Castagna. «Ci sono immagini del carnevale, della tuva, delle cresime. Prime comunioni e compleanni. Ce ne sono altre scattate sui campi da calcio o a scuola, in classe. Il gruppo è aperto – sottolinea Sabrina Tondo – ognuno può condividere i suoi ricordi. Quelli a cui tiene di più. Questo esperimento fa bene al cuore. È un modo per mettere a nudo le proprie emozioni e, perché no, per rendere omaggio alla memoria di chi non c’è più. Insomma, è un regalo che abbiamo voluto fare a noi stessi e ai nostri concittadini», aggiunge.
Strappare un sorriso. Riavvicinare le persone, farle socializzare e «stimolarle a uscire di casa, anche solo per bere un caffè insieme»", sottolinea Antonio Bellu. Pure questo fa parte di quello che potremmo definire un progetto sociale. «L’aria che da qualche mese a questa parte si respira a Macomer è pesante. Il clima di rabbia e ostilità reciproca diffuso soprattutto in rete sta innalzando muri. Le barriere allontanano le persone. Abbattiamo i confini. Diamo spazio alla leggerezza. Facciamoci due risate, magari guardando proprio quelle foto che ci eravamo dimenticati di avere». Questo il messaggio di Sabrina e Antonio che promettono: «Siamo solo all’inizio».
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