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Nuoro

Le saccheggiano la casa ma nessuno se ne accorge

di Luca Urgu
Le saccheggiano la casa ma nessuno se ne accorge

Galtellì, la denuncia di Sebastiana Nieddu che da trent’anni vive in Toscana «Impossibile che in pieno centro i ladri si siano potuti muovere indisturbati»

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GALTELLÌ. Più che un furto, un saccheggio. Vile e sfrontato. Una casa profanata nei beni materiali e profondamente violata nell’anima di chi la viveva e nell’intimo dei suoi familiari. Un atto ripetuto in più giorni da lasciare basiti, increduli ma con tanta rabbia e delusione. La denuncia di Sebastiana Nieddu, che da trent’anni vive in Toscana, oltre che ai carabinieri del paese, è comparsa sui social network nella pagina “Ses de Garteddi si... Sei di Galtellì se”, quel luogo virtuale simile a tante altre comunità, dove ci si ritrova per parlare della propria comunità anche se da anni si vive fuori. Questa volta le parole della donna dopo il furto consumato nella casa di famiglia di Galtellì, in via De Gasperi, in pieno centro storico, sono state pesanti come le pietre. E d’altronde non potevano essere di diverso tenore. La donna ha così scritto una lettere aperta al sindaco Giovanni Santo Porcu dove emerge tutta la delusione per il furto avvenuto nei giorni scorsi, quando la casa era chiusa perché l’anziana donna che ci viveva era proprio da lei in Toscana, come accadeva ogni anno in questo periodo. «Avevamo già programmato il rientro per il primo febbraio, quando due giorni prima di partire abbiamo ricevuto la notizia che la casa era stata visitata dai ladri e che mancavano molte cose. Grazie all'aiuto dei parenti in paese, è stata subito sporta denuncia ed i carabinieri hanno effettuato un accurato sopralluogo scoprendo che la casa aveva subito un vero e proprio saccheggio – scrive la figlia della proprietaria che fornisce il lungo elenco di oggetti portati via dall’abitazione (televisori, frigoriferi, scorte alimentari, costumi sardi, olio, attrezzi vari), “lasciando la casa letteralmente devastata”». Sebastiana Nieddu racconta che una volta arrivate in paese, la situazione era ancora peggiore. «Durante la notte successiva alla denuncia ed al sopralluogo dei carabinieri, i ladri sono tornati ed a colpi di mazzuolo hanno smurato la cassaforte e continuato l'opera di saccheggio».

La donna vittima del duplice furto in un appartamento letteralmente devastato è delusa, dopo trent’anni di assenza non riconosce più il suo paese e si chiede. «Mi chiedo come sia possibile, che nessuno abbia visto due o più persone effettuare per diverse notti un vero e proprio trasloco, di oggetti per giunta molto voluminosi e pesanti, né si sia accorto del rumore inevitabilmente provocato da quel trasloco e dalla smuratura della cassaforte. Il sindaco Giovanni Santo Porcu anche ieri mattina era in Comune e non nascondeva il fastidio per un gesto vile e ignobile sicuramente poco edificabile per l’immagine di una comunità che solitamente si fa apprezzare per altro. «Sono stato a trovare le compaesane vittime di questo bruttissimo gesto per portare la solidarietà dell’amministrazione. Come noi lo hanno fatto tante altre persone. Sono atti che ci mettono in difficoltà perché vanno nella direzione opposta che noi stiamo seguendo per il riscatto del paese. Non abbiamo smesso di investire per contrastare il disagio nelle fasce giovanili e continueremo a farlo. Contiamo su 450 ragazzi nella fascia tra i 16 e i 35 anni, la stragrande maggioranza di loro hanno comportamenti virtuosi, non possiamo dire altrettanto per sette o otto. Ma come sempre nelle indagini occorrono le prove non le parole» rimarca il primo cittadino. Se il sindaco bacchetta, il parroco don Ruggero Bettarrelli rincara la dose.

«Stanno accadendo cose assurde. È incredibile come un furto del genere sia stato potuto commettere in due giorni, senza che nessuno possa aver visto e sentito nulla» dice il sacerdote che denuncia un altro episodio avvenuto qualche giorno prima, ai danni di un’altra anziana del paese, la cui abitazione è stata messa sottosopra nel primo pomeriggio quando la donna si era recata in chiesa. «Durante la messa qualcuno è entrato nella sua casa per rubare. In pieno giorno. È stata lei stessa a dirmelo quando se n’è accorta una volta tornata a casa. Sono comportamenti da isolare e condannare con fermezza, anche perché le vittime sono veramente deboli e indifese».

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