La Nuova Sardegna

Nuoro

Violenza sessuale, chiesta la condanna

di Luca Urgu

La vittima è una minorenne. Il pm Bocciarelli: «Tre anni e sei mesi di reclusione»

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NUORO. Per il pm Giorgio Bocciarelli l’imputato è colpevole della violenza sessuale nel confronti di una minorenne del suo paese. Per questo ieri davanti al gup Teresa Castagna ha sollecitato una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Di parere opposto i legali del giovane, gli avvocati Angelo Magliocchetti e Nazarena Tilocca che hanno concluso le loro arringhe sollecitando un’assoluzione piena perché il fatto non sarebbe mai avvenuto. Il giudice non è entrato in camera di consiglio per emettere il verdetto come si pensava ma ha rinviato l’udienza al 18 di febbraio per convocare il perito dell’accusa che ha compiuto degli accertamenti sui telefoni dell’imputato.

In quella data dunque verrà sentito il consulente che dovrà riferire su immagini e video compromettenti cancellati o meno, poi spazio ad eventuali repliche e sentenza. Comunque ieri il pm ha rimarcato nella sua requisitoria culminata con la richiesta di condanna la credibilità della parte offesa oltre lo spessore del quadro probatorio corroborato dai riscontri testimoniali emersi in aula nelle precedenti udienze. Sta dunque per arrivare alla sentenza, se non ci saranno altre sorprese, il processo per turpe vicenda che vede come vittima una ragazzina all’epoca dei fatti tredicenne.

L’adolescente avrebbe raccontato agli inquirenti nel corso di indagini difficili che ad abusare di lei sarebbe stato il fidanzato della sua amica in una casa di un paese delle provincia. La denuncia della violenza sarebbe emersa un anno dopo i fatti quando la ragazzina non sarebbe più riuscita a tenere nascosto quell’orribile segreto. Così prima ad alcuni amici fidati, poi a scuola agli insegnati infine davanti ai genitori avrebbe rivelato quell’incubo covato con dolore e nascosto fino a quando è stato possibile.

La differenza di corporatura avrebbe impedito alla giovane una reazione e lui avrebbe abusato di lei, mettendole le mani sulla bocca per non farla gridare. Ieri il giovane, è tornato in aula per quella che sembrava l’ultima udienza del processo che si sta celebrando con il rito abbreviato. Tre i testi sentiti dal giudice: la madre della fidanzata dell’imputato, il suo ex datore di lavoro e la fidanzata. Testimonianze più che sulla presunta violenza sui luoghi dove la vittima avrebbe raccontato di essere stata violentata dal compaesano molto più grande di lei.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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