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Nuoro

Salta l’incontro, malori nella “trincea del cuore”

di Giusy Ferreli
Salta l’incontro, malori nella “trincea del cuore”

Lanusei, ricoverati 2 cardiopatici del comitato per l’attivazione di Emodinamica Il presidente Doneddu: «Ci troviamo di fronte ad una colossale presa in giro»

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LANUSEI. Alla fine, la tensione e lo stress, sommati alla mancanza dei farmaci salvavita e del cibo e a una concitata e illuminante telefonata con l’assessore regionale alla Sanità, hanno avuto la meglio sulla tenacia dei cardiopatici che da oltre un mese protestano contro la mancata apertura dell’Emodinamica dell’ospedale di Lanusei. Ieri mattina, alla vigilia della seduta del Nucleo di valutazione, l’organismo dell’assessorato alla Sanità che avrebbe dovuto dare il via libera all'accreditamento del servizio, Francesco Doneddu, presidente dell’associazione “Amici del cuore”, è crollato. «Quando ho appreso dall’assessore Mario Nieddu che l’iter per l’accreditamento della sala è ben lungi dall'essere concluso e che, addirittura, necessiterebbe di un ulteriore passaggio in Consiglio regionale, sono stato male – ha detto con un filo di voce dal suo letto d’ospedale Doneddu –. Sempre dall’assessore ho saputo che la riunione del Nucleo è slittata a venerdì. A questo punto – ha detto il responsabile dell'associazione – credo di poter affermare che ci troviamo di fronte ad una colossale presa in giro». Con lui, nel reparto di Cardiologia presidiato da oltre un mese, è finito anche Giorgio Micheli, altro malato di cuore del sodalizio che raggruppa un migliaio di pazienti ogliastrini e che, alla veneranda età di 92 anni, è stato tra gli attori principali della protesta. Il malore che ha colto i due manifestanti è arrivato non del tutto inatteso vista la durata della protesta: 33 giorni ininterrotti di sciopero della fame e dei medicinali.

Il sindaco Davide Burchi ha appreso del ricovero dei due anziani cardiopatici in Municipio e lasciata la casa comunale di via Roma nel primo pomeriggio si è recato al Nostra signora della Mercede per visitare i suoi concittadini. Nei giorni scorsi i malati di cuore ogliastrini hanno incassato sostegno e solidarietà da parte di amministratori e cittadini. Ma i loro sacrifici sono serviti a poco: a Cagliari, a parte le rassicurazioni di rito sull'impegno a risolvere in tempi rapidi la faccenda, tutto sembra fermo. E le problematiche riguardano anche altri reparti del presidio ospedaliero che pagano lo scotto della carenza di medici Dopo Ortopedia si pone il problema del Centro trasfusionale che, a breve, perderà il suo responsabile giunto alla pensione. Nel servizio a quel punto resterebbero soltanto due medici, numero insufficiente a garantire l’importante servizio. Non va meglio negli altri reparti dove, a parte poche eccezioni, si va avanti grazie ai consulenti esterni.

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