La Nuova Sardegna

Nuoro

«La psicosi coronavirus sta svuotando il ristorante»

di Stefania Vatieri
«La psicosi coronavirus sta svuotando il ristorante»

Appello alla città dei titolari dello storico locale cinese di via Lombardia «Dopo vent’anni nella vostra città fa male la sensazione di essere evitati»

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NUORO. «Considerata la situazione del Coronavirus in Cina, vogliamo rassicurarvi sulla sicurezza del nostro ristorante: negli ultimi mesi nessuno di noi, incluso tutto il personale è stato in Cina. Siamo sempre stati a Nuoro. Tutti i nostri prodotti orientali vengono comprati a Milano e Roma, sono certificati, tutti i prodotti freschi sono acquistati da produttori locali in Sardegna. Per tutti questi motivi potete stare tranquilli e non dovete avere alcun timore». È questo l’appello affidato a un cartello affisso all’ingresso dello storico ristorante cinese di via Lombardia dai titolari Jin Yu e sua moglie Lan Li, imprenditori di origini cinesi e residenti in città da oltre vent’anni, colpiti da qualche settimana dalla psicosi scatenata dal Coronavirus. Poche righe incorniciate da tanti cuoricini, necessarie per sopravvivere alla nuova ondata di paura che sta scatenando il panico anche in città. «Purtroppo stiamo subendo una grossa crisi per colpa del panico da coronavirus che sta svuotando i nostri locali – raccontano Yin e Lan –, in questi ultimi giorni abbiamo avuto un crollo del 50 per cento dei clienti rispetto al solito. Questo a causa delle tante notizie false che girano su questo virus. Il nostro cartello voleva solo essere un modo per tranquillizzare i cittadini, perché tutti gli esperti hanno assicurato che la trasmissione avviene da uomo a uomo, e noi non andiamo in Cina da quasi un anno. E che il Coronavirus sopravvive solo pochi secondi al di fuori dell’essere umano». E se il ristorante di Jin Yu, che negli anni ha saputo conquistarsi la benevolenza dei nuoresi, sta iniziando ad accusare il colpo delle sempre più rare presenze durante l’ora del pranzo e della cena per paura di un possibile e quantomai improbabile contagio, molti negozi e megastore del capoluogo barbaricino si sono completamente svuotati. La paura tra la gente è tanta, soprattutto dopo l’annuncio di due casi accertati a Roma. E nonostante le rassicurazioni del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha più volte ribadito: «Non c’è nessun rischio collegato alla ristorazione cinese o ad abiti cinesi», la situazione sembra non essere cambiata di una virgola. Così, il contraccolpo è forte: clientela ridotta ai minimi e incassi ridotti all’osso. Per i titolari dello storico ristorante cinese “Pechino” di via Lombardia, ormai nuoresi d’adozione, l’unica soluzione possibile è rassicurare i propri clienti, spiegando loro che i prodotti vengono acquistati a Pratosardo e che della Cina hanno solo un lontano e sbiadito ricordo. «Chi ci conosce sa che siamo persone oneste – sottolineano i titolari del ristorante Pechino –. I nostri più affezionati clienti stanno continuando a venire da noi, il problema è per chi non ci conosce bene e dunque scatta la diffidenza». Non è certo la prima volta che ristoranti e negozi cinesi si trovano a dover affrontare una situazione del genere. Nel 2003 le vendite erano crollate per la paura della Sars. I coniugi Yu: «Ciò che più fa male è avere la costante sensazione di essere evitati e in un certo senso discriminati, ma noi siamo sempre le stesse persone che da oltre vent’anni vivono felicemente nella nostra amata Nuoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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