La Nuova Sardegna

Nuoro

“Cicci puppu”: indagati muti

di Kety Sanna

Spaccio e detenzione di droga e armi, interrogatori per i componenti del presunto gruppo criminale

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NUORO. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i dieci indagati dell’operazione “Cicci puppu” accusati a vario titolo di spaccio, detenzione di droga e armi ed estorsione. Ieri mattina alle 9 in carcere, e poi alle 10 al quarto piano del palazzo di giustizia, si sono svolti gli interrogatori. Assistiti dai loro legali i componenti del presunto gruppo criminale che si muoveva dalla Barbagia alla Baronia, hanno deciso di non parlare. Il gip Cozzella ha convalidato gli arresti e confermato per tutti le misure cautelari già richieste dal sostituto procuratore Belfiori.

Si tratta di Pasquale e Salvatore Grecu (difesi dagli avvocati Claudio Conteddu e Gianni Sannio), Giuseppe e Pietro Innocenti (assistiti dall’avvocato Simonetta Pinna e Gianluca Sannio), Raffaele Marceddu (difeso dall’avvocato Lorenzo Soro), tutti detenuti in carcere. Agli arresti domiciliari: Giuseppe Cabras, (difeso dall’avvocato Gianfranco Flore), Daniele Efisio Cherchi (assistito dall’avvocato Giovanna Serra). Sottoposti all’obbligo di dimora: Christian Fucino (difeso dall’avvocato Giuseppe Casu), Robert Gaetano Sortino (assistito dall’avvocato Luisa Pirisi) e Costantino Zichi (difeso dall’avvocato Tullio Moni).

L’inchiesta era partita nel novembre 2018 quando, nel corso di una attività finalizzata al contrasto del traffico di droga, nelle campagne di Orani erano stati sorpresi Francesco Rusui con oltre 23 chili di marijuana e Costantino Zichi con 400 grammi di droga della stessa partita. Da allora l’indagine della compagnia dei carabinieri di Ottana non si è mai fermata e attraverso un’intensa attività tecnica, con l’uso di intercettazioni telefoniche e pedinamenti, ha portato a identificare a Siniscola i due fratelli Grecu, che stando all’accusa, sarebbero a capo di una rete di spaccio di marijuana e cocaina, nel comune di residenza. Droga che veniva venduta al dettaglio, avvalendosi anche dell’operato di alcuni minorenni. Sempre attraverso le intercettazioni i militari sarebbero riusciti a risalire al canale di approvvigionamento della cocaina da parte dei Grecu, rappresentato da Giuseppe e Pietro Innocenti, padre e figlio di Fonni, ma anche ad accertare che per gestire l’attività illecita il gruppo deteneva delle armi clandestine. Non solo, dalle conversazioni intercettate sarebbe emerso il linguaggio in codice usato dai soggetti monitorati che avevano assegnato alla cocaina che consumavano e spacciavano quotidianamente, la denominazione “cicci puppu”. La singola dose, inoltre, era costituita da poco più di un grammo. Gli incontri tra i componenti del gruppo venivano spesso giustificati con l’andare a “farsi una birretta” e lo stupefacente veniva indicato con il solito vezzeggiativo. «Porto sempre il cicci» oppure: «Però... niente cicci...». E ancora: «Devi farti i cicci e non le canne». Dalle comunicazioni sarebbero emersi anche i conti economici legati all’attività di spaccio. Per esempio, in un dialogo Salvatore Grecu parla della riscossione di un credito di 530 euro che un cliente avrebbe dovuto pagargli per la droga acquistata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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