La Nuova Sardegna

Nuoro

Una tesi da 110 e lode sul Carmelo

di Alessandro Farina
Una tesi da 110 e lode sul Carmelo

Bosa, lo studio di Giovanna Puggioni sulla chiesa ottiene pure la dignità di stampa

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BOSA. Ha conquistato il massimo punteggio e la dignità di stampa la tesi di una giovane storica dell’arte della città del Temo che ha effettuato una serie di studi approfonditi sul tempio dedicato alla Vergine del Carmelo. Mesi di ricerche in diversi archivi del continente e dell’isola, quelli di Giovanna Benedetta Puggioni, che rivelano precise notizie, date e fatti certi sul tempio in stile barocco, lasciato dai religiosi nel 1866 al patrimonio dello Stato, fra i più cari ai bosani e che tra l’altro accoglie alcuni dei momenti più suggestivi dei riti della imminente Settimana santa. Lo studio di Giovanna Benedetta Puggioni rivela che la chiesa venne costruita dopo il 1772 dai Carmelitani, che fino ad allora avevano officiato nel tempio dedicato alla Madonna del Soccorso. Questo il primo dato ora certo, considerato che la studiosa ha trovato «una lettera dove i frati chiedono espressamente danaro al padre generale, per fabbricare su nuovo disegno una nuova chiesa da dedicare alla patrona dell’Ordine». I lavori non furono di breve durata, perché dopo la conclusione della facciata, nel 1779, l’edificio fu completo solo nella seconda metà del 1800. Tra le scoperte una riguarda l’altare maggiore: «Come da contratto ritrovato, venne terminato nel 1791 da un marmoraro originario della valle di Intelvi, con bottega artigiana a Cagliari, Giovanni Battista Spazzi. Sua inoltre è anche la balaustra del presbiterio».

Un’opera di eccezionale bellezza l’altare, con incastonati marmo bianco di Carrara, rosso di Francia, giallo di Siena, broccatello di Spagna, diaspro di Sicilia, verde di Susa. «Un’opera d’arte realizzata in maniera egregia con materiali di pregio, costruita in ben tre anni di duro lavoro» dice la storica dell’arte. Altra novità riguarda la realizzazione della cappella, la prima a destra entrando, prima dedicata alla Madonna del Carmelo prima e, probabilmente solo dagli anni ‘50, al Sacro Cuore. «Abbiamo una datazione certa, come certo è che a realizzare quest’opera fu Domenico Franco, Regio architetto e Ornatista del Regno di Sardegna anche lui con bottega a Cagliari, che finì il lavoro nel 1806». Tra le chicche un parallelo con la cattedrale, perché «la direzione dei lavori al Carmelo venne affidata a Salvatore Are, lo stesso impresario che lavorò alla costruzione del tempio vicino al fiume». Giovanna Benedetta Puggioni, classe 1993, si è diplomata al Classico di Bosa, per poi arrivare alla laurea triennale in Beni culturali. Nei giorni scorsi a Cagliari, con il massimo dei voti e la dignità di stampa, ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte. Relatrici Alessandra Pasolini, docente di Storia dell’arte moderna e Cecilia Tasca, docente di Archivistica.

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