macomer
Diabete e ragazzi, una lezione all’istituto Caria
di Alessandra Porcu
La scuola superiore ha organizzato un incontro con gli esperti dell’associazione Aniad
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MACOMER. In Italia 15 mila ragazzi da 0 a 14 anni soffrono di diabete di tipo 1. La Sardegna detiene un primato, negativo. Ogni 100 mila abitanti si riscontrano 60 nuovi casi. Sono 1500 i bambini della nostra isola a convivere con questa patologia. «E si tratta – ha chiarito Marcello Grussu presidente dell’associazione nazionale italiana atleti diabetici – solo di stime, visto e considerato che la nostra regione non si è ancora dotata di un registro per il censimento dei malati». Numeri di rilievo quelli diffusi durante un incontro organizzato nei giorni scorsi (prima della chiusura disposta dal Governo per prevenire la diffusione del coronavirus) all'istituto comprensivo “G.Caria” di Macomer.
«L’idea è nata da un gruppo di genitori e la scuola ha accettato di buon grado di ospitare i relatori dell’Aniad – ha affermato il dirigente Sergio Masia – Tra i nostri alunni della primaria ce ne sono diversi col diabete. Da qui l'urgenza di parlare della malattia e di conoscerla meglio. L’obiettivo è quello di fornire ai docenti strumenti adeguati per interfacciarsi con i bambini». Dal confronto sono emerse le ansie con cui molti insegnanti sono costretti a fare i conti a lezione. Spesso i piccoli sono stanchi, spossati. Avvertono tremore e sudano tanto. «Significa che sono in ipoglicemia. Fategli assumere 15 grammi di zucchero e la situazione si stabilizzerà – ha rassicurato il diabetologo Gianfranco Madau – Ricordate sempre – ha aggiunto il medico – i bimbi diabetici sono come tutti gli altri. Devono mangiare e vivere come loro. E fare tanta attività sportiva, qualunque essa sia. Non commettete mai», questo il monito a genitori e corpo docente, «l’errore di farli sentire diversi». «O peggio – ha proseguito la psicologa e psicoterapeuta Carla Porcu – vittime. La diagnosi della malattia inizialmente crea un forte shock. Porta sconforto in famiglia. Le certezze vengono meno ma grazie al supporto degli specialisti si può arrivare alla fase dell’accettazione della patologia. Col diabete si convive e lo si può fare nel modo più normale possibile». Rispetto a qualche decennio fa la scienza ha fatto passi da gigante, dal punto di vista normativo ci sono, invece, delle lacune. «Il protocollo d’intesa siglato tra l'assessorato regionale alla Sanità e gli uffici scolastici è scaduto nel 2018 – ha ammesso Marcello Grussu – Ci stiamo battendo perché i fondi destinati alla formazione dei docenti, in materia di diabete, vengano ridistribuiti sul territorio».
«L’idea è nata da un gruppo di genitori e la scuola ha accettato di buon grado di ospitare i relatori dell’Aniad – ha affermato il dirigente Sergio Masia – Tra i nostri alunni della primaria ce ne sono diversi col diabete. Da qui l'urgenza di parlare della malattia e di conoscerla meglio. L’obiettivo è quello di fornire ai docenti strumenti adeguati per interfacciarsi con i bambini». Dal confronto sono emerse le ansie con cui molti insegnanti sono costretti a fare i conti a lezione. Spesso i piccoli sono stanchi, spossati. Avvertono tremore e sudano tanto. «Significa che sono in ipoglicemia. Fategli assumere 15 grammi di zucchero e la situazione si stabilizzerà – ha rassicurato il diabetologo Gianfranco Madau – Ricordate sempre – ha aggiunto il medico – i bimbi diabetici sono come tutti gli altri. Devono mangiare e vivere come loro. E fare tanta attività sportiva, qualunque essa sia. Non commettete mai», questo il monito a genitori e corpo docente, «l’errore di farli sentire diversi». «O peggio – ha proseguito la psicologa e psicoterapeuta Carla Porcu – vittime. La diagnosi della malattia inizialmente crea un forte shock. Porta sconforto in famiglia. Le certezze vengono meno ma grazie al supporto degli specialisti si può arrivare alla fase dell’accettazione della patologia. Col diabete si convive e lo si può fare nel modo più normale possibile». Rispetto a qualche decennio fa la scienza ha fatto passi da gigante, dal punto di vista normativo ci sono, invece, delle lacune. «Il protocollo d’intesa siglato tra l'assessorato regionale alla Sanità e gli uffici scolastici è scaduto nel 2018 – ha ammesso Marcello Grussu – Ci stiamo battendo perché i fondi destinati alla formazione dei docenti, in materia di diabete, vengano ridistribuiti sul territorio».
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