Bosa aiuta il giovane Felix
di Alessandro Farina
Una raccolta fondi sosterrà un nigeriano nel ritorno a casa
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BOSA. La solidarietà non va mai in quarantena. Grazie al progetto Revita finanziato dall’Unione Europea Felix, un giovane nigeriano arrivato in Sardegna cinque anni fa, dovrebbe presto poter tornare nella sua terra. Una scelta volontaria aiutata dall’impegno di una donna di Bosa, Cinzia Nieddu. Che ha preso a cuore le sorti del giovane e aperto una sottoscrizione via social “Let’s help Felix go home, raccolta fondi per Cinzia Nieddu.” L’intento è arrivare a mille euro, per coprire le spese delle prossime settimane di Felix in Sardegna in attesa dell’esito di Revita, mentre una parte del danaro andrà ad aiutare la famiglia del giovane in Africa. «Felix l’ho conosciuto tempo fa a Bosa, che da tempo raggiunge da Sassari rimanendo qui uno o due giorni a settimana. Parlando ho conquistato la sua fiducia, e mi ha raccontato la sua storia tormentata» spiega Cinzia Nieddu. L’uomo è arrivato 5 anni fa in Sardegna, dopo un lungo viaggio di 4 anni dalla Nigeria fino alla Libia. Terra promessa per tanti africani che si spostano in cerca di lavoro. «Un giorno lo hanno letteralmente caricato su un gommone insieme a tanti altri, e si è ritrovato in Sardegna. Senza la possibilità di poter accedere allo status di rifugiato, mi ha raccontato».
Il nigeriano però non può avere un documento d’identità che gli permetta di spostarsi o trovare un lavoro, in quanto non rientra nello status di rifugiato. «Ora è stanco di una vita difficile e senza futuro, vuole rientrare a casa e riprendere una vita dignitosa» l’auspicio che Cinzia Nieddu ha trasformato in missione civile. «Sto lavorando con lui e con il Gruppo di solidarietà umana (Gus) di Roma, per farlo entrare nel progetto Revita. Che permette un ritorno assistito e sicuro in Nigeria, e 2000 euro da utilizzare esclusivamente per aprire un’attività o partecipare ad un corso di formazione professionale. I fondi saranno monitorati nel paese africano da una associazione locale di riferimento». La compilazione dei moduli di richiesta al progetto è stata firmata qualche giorno fa “Se tutto andrà per il meglio l’iter della pratica dovrebbe durare qualche mese. Nel frattempo Felix deve vivere, avere un tetto sulla testa. Per questo ho attivato una raccolta fondi, che terminerà il 18 marzo” spiega Cinzia Nieddu. L’ultimo report sulla pagina Facebook “Let's help Felix go home” il 7 febbraio: «Abbiamo raggiunto i 576 euro sui 1000 previsti» l’annuncio. Parte della somma raccolta, tolte le spese per vitto e alloggio «Intendo inviarla alla madre, che vive in una zona rurale alla periferia di Warri. Magari con le scuse per quanto Felix ha dovuto patire in questi anni» conclude Cinzia Nieddu.
Il nigeriano però non può avere un documento d’identità che gli permetta di spostarsi o trovare un lavoro, in quanto non rientra nello status di rifugiato. «Ora è stanco di una vita difficile e senza futuro, vuole rientrare a casa e riprendere una vita dignitosa» l’auspicio che Cinzia Nieddu ha trasformato in missione civile. «Sto lavorando con lui e con il Gruppo di solidarietà umana (Gus) di Roma, per farlo entrare nel progetto Revita. Che permette un ritorno assistito e sicuro in Nigeria, e 2000 euro da utilizzare esclusivamente per aprire un’attività o partecipare ad un corso di formazione professionale. I fondi saranno monitorati nel paese africano da una associazione locale di riferimento». La compilazione dei moduli di richiesta al progetto è stata firmata qualche giorno fa “Se tutto andrà per il meglio l’iter della pratica dovrebbe durare qualche mese. Nel frattempo Felix deve vivere, avere un tetto sulla testa. Per questo ho attivato una raccolta fondi, che terminerà il 18 marzo” spiega Cinzia Nieddu. L’ultimo report sulla pagina Facebook “Let's help Felix go home” il 7 febbraio: «Abbiamo raggiunto i 576 euro sui 1000 previsti» l’annuncio. Parte della somma raccolta, tolte le spese per vitto e alloggio «Intendo inviarla alla madre, che vive in una zona rurale alla periferia di Warri. Magari con le scuse per quanto Felix ha dovuto patire in questi anni» conclude Cinzia Nieddu.
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