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Triage, igiene e chiusure Bosa si attrezza alla sfida

di Alessandro Farina
Triage, igiene e chiusure Bosa si attrezza alla sfida

Non si può entrare in cimitero e viene sospesa anche l’attività dell’ecocentro Il sindaco Casula: «Da lunedì partirà un servizio di pulizia straordinario delle vie»

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BOSA. Nei giorni scorsi l’ordinanza per il posizionamento delle tende pre-triage all’ingresso di Pronto soccorso e dei locali Radiologia dell’ospedale Mastino, grazie all’apporto logistico del Comitato della Croce rossa e in accordo con il direttore sanitario della struttura. Quindi venerdì, con apposite ordinanze, la chiusura del cimitero al pubblico e ieri la sospensione dell’attività dell’ecocentro di Segapane. Mentre la città del Temo trattiene il fiato nel tempo della resistenza al coronavirus, il sindaco Piero Franco Casula adotta una serie di provvedimenti per evitare che possano verificarsi situazioni di possibile assembramento dei cittadini, e non solo considerato che via social c’è chi stigmatizza sull’arrivo nelle seconde case di non pochi ospiti in genere estivi.

«Il cimitero è stato chiuso per evitare che il flusso incontrollato possa favorire il contatto tra le persone che lo visitano. Stamattina (ieri per chi legge, ndc) è stato chiuso l’ecocentro comunale, per evitare che le tante persone arrivate nelle ultime settimane sfuggano ai controlli. A partire dalla prossima settimana partirà un servizio straordinario di pulizia e sanificazione di vie e piazze» annuncia quindi la fascia tricolore di Bosa. Lentamente, dopo i primi giorni di adattamento, i cittadini restano sempre più a casa e ieri intorno alle undici vie e piazze del borgo che si affaccia sul Temo, a parte qualche irriducibile dell’ora d’aria, davano il senso reale dell’imperativo “Restate a casa” che Piero Franco Casula scandisce ogni giorno, con un tono sempre più deciso e perentorio, dalle frequenze di Radio Planargia, nel diario quotidiano fissato dall’emittente verso le nove del mattino. «Scelte difficili ma necessarie, per tutelare per quanto possibile la salute della comunità. Non servono tanti giri di parole: dobbiamo rimanere a casa, senza inventarci scuse per uscire», fatte salve ovviamente le motivazioni espressamente previste nei decreti del Governo, rimarca Casula. Sottolineando anche ragioni che vanno di pari passo con le disposizioni del presidente del consiglio Conte e di quello della Regione Solinas. «Non buttiamo a mare i sacrifici che in tanti stanno facendo (chiusure di attività, lavori a rischio, personale sanitario, etc...) per uno sfizio. Proprio per questo si sta chiedendo alle forze dell’ordine di essere meno tolleranti. Non appena avremo a disposizione i Dpi (guanti e mascherine, anche da queste parti ormai introvabili, ndc)) attiveremo ulteriori servizi con vigili urbani, barracelli e Croce rossa» conclude il primo cittadino di Bosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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