Il sindaco fa voto alla Madonna
di Alessandro Mele
Soddu accende un cero alle Grazie davanti a padre Magliani. Oggi inizia la novena straordinaria
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «Grassia damus e pedimus, grassia de grassias Segnora» È la formula in sardo nuorese per chiedere la grazia alla Madonna delle Grazie. La stessa Madonna alla quale ieri mattina ha fatto voto anche il sindaco Andrea Soddu. Mentre stasera inizia la novena straordinaria alla Vergine delle Grazie alla quale la città chiede di intercedere per vincere l’emergenza coronavirus. Un evento storico: è la seconda volta che accade nel Santuario. La prima fu nel 1812 quando il capoluogo barbaricino chiese protezione alla Vergine per arginare l’epidemia di peste. Stavolta, anno 2020, la città tutta partecipa all’invocazione alla Madonna delle Grazie annunciata qualche giorno fa dal vescovo Antonello Mura, dal capitolo della Cattedrale e dal collegio dei parroci nuoresei. Ieri, infatti, è stato il sindaco Andrea Soddu in rappresentanza di tutta la cittadinanza a recarsi personalmente al santuario di Ponte ‘e ferru, vuoto a causa dell’emergenza Covid-19, per accendere, con il parroco padre Giuseppe Magliani, il cero sotto l’altare dove è custodito il plurisecolare simulacro della Vergine.
Il cero rimarrà acceso per l’intera durata della novena: «Un gesto importante – ha affermato il primo cittadino – che richiama la protezione della Madonna sulla nostra città. Un gesto che ha un forte valore di unione tra la Chiesa diocesana di Nuoro e tutta la comunità che da secoli si affida alla Vergine delle Grazie». «Un gesto antico e caro al cuore di ogni nuorese – ha commentato il parroco Magliani –. Lo fecero i nostri padri secoli fa. Quella fede è ancora accesa nel cuore dei giovani di oggi, di una città, di un popolo. Quella “lampada” accesa ci ricorda che, anche nel buio, brilla la sua luce in mezzo a noi. A tutti offre un tempo e una possibilità di tornare a Lui e di sconfiggere non solo il coronavirus, ma soprattutto il “virus” dell’egoismo e della solitudine, dell’orgoglio e della prepotenza. Allora verrà ancora la stagione degli abbracci e, soprattutto, di guardare l’altro con occhi nuovi, rigenerati dall’amore». Comincia oggi la novena straordinaria che terminerà il 25 marzo: «La nostra città attinge dal suo patrimonio di fede anche in questo triste momento, la memoria della liberazione della peste nel 1812, conquistata con l’invocazione e il voto alla Madonna delle Grazie – aveva comunicato monsignor Mura qualche giorno fa –. Il vescovo con il Capitolo della Cattedrale e il Collegio dei parroci, in unità con tutta la Diocesi, rinnova la sua invocazione alla Vergine Maria fino al termine dell’emergenza, proponendo dalla Cattedrale alcuni momenti spirituali che pur vissuti nelle proprie case non ne diminuiscono la forza e l’intensità: la recita del santo rosario ogni sera, alle ore 19.15, ripreso da Radio Barbagia e accompagnato dal suono delle campane delle parrocchie della città; la recita della novena, alla stessa ora, in onore della Madonna delle Grazie, dal 16 al 25 marzo». Lo scorso 12 marzo, il vescovo e la chiesa di Nuoro, hanno fatto una scelta non solo di fede ma anche dal grande valore storico. Il culto della Madonna della Grazie in città si è infatti diffuso rapidamente, tanto che la novena è attestata già dal 1681. Nel 1812, in occasione dell’epidemia di peste, il consiglio comunale di Nuoro fece voto alla Madonna sotto l'invocazione delle Grazie, per risparmiare la città dalla pestilenza. Da allora, ogni 21 novembre, giorno della festa, il consiglio comunale offre alla Madonna i ceri votivi (oggi 19), uno per ogni rione storico, portati in chiesa da altrettanti uomini in abito tradizionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il cero rimarrà acceso per l’intera durata della novena: «Un gesto importante – ha affermato il primo cittadino – che richiama la protezione della Madonna sulla nostra città. Un gesto che ha un forte valore di unione tra la Chiesa diocesana di Nuoro e tutta la comunità che da secoli si affida alla Vergine delle Grazie». «Un gesto antico e caro al cuore di ogni nuorese – ha commentato il parroco Magliani –. Lo fecero i nostri padri secoli fa. Quella fede è ancora accesa nel cuore dei giovani di oggi, di una città, di un popolo. Quella “lampada” accesa ci ricorda che, anche nel buio, brilla la sua luce in mezzo a noi. A tutti offre un tempo e una possibilità di tornare a Lui e di sconfiggere non solo il coronavirus, ma soprattutto il “virus” dell’egoismo e della solitudine, dell’orgoglio e della prepotenza. Allora verrà ancora la stagione degli abbracci e, soprattutto, di guardare l’altro con occhi nuovi, rigenerati dall’amore». Comincia oggi la novena straordinaria che terminerà il 25 marzo: «La nostra città attinge dal suo patrimonio di fede anche in questo triste momento, la memoria della liberazione della peste nel 1812, conquistata con l’invocazione e il voto alla Madonna delle Grazie – aveva comunicato monsignor Mura qualche giorno fa –. Il vescovo con il Capitolo della Cattedrale e il Collegio dei parroci, in unità con tutta la Diocesi, rinnova la sua invocazione alla Vergine Maria fino al termine dell’emergenza, proponendo dalla Cattedrale alcuni momenti spirituali che pur vissuti nelle proprie case non ne diminuiscono la forza e l’intensità: la recita del santo rosario ogni sera, alle ore 19.15, ripreso da Radio Barbagia e accompagnato dal suono delle campane delle parrocchie della città; la recita della novena, alla stessa ora, in onore della Madonna delle Grazie, dal 16 al 25 marzo». Lo scorso 12 marzo, il vescovo e la chiesa di Nuoro, hanno fatto una scelta non solo di fede ma anche dal grande valore storico. Il culto della Madonna della Grazie in città si è infatti diffuso rapidamente, tanto che la novena è attestata già dal 1681. Nel 1812, in occasione dell’epidemia di peste, il consiglio comunale di Nuoro fece voto alla Madonna sotto l'invocazione delle Grazie, per risparmiare la città dalla pestilenza. Da allora, ogni 21 novembre, giorno della festa, il consiglio comunale offre alla Madonna i ceri votivi (oggi 19), uno per ogni rione storico, portati in chiesa da altrettanti uomini in abito tradizionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
