La Nuova Sardegna

Nuoro

Champagne e torta per i 109 anni di tzia Nicolosa

di Valeria Gianoglio
Champagne e torta per i 109 anni di tzia Nicolosa

Il compleanno tra pochi intimi della nonnina di Nuoro ai tempi della pandemia: «Restate a casa»

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NUORO. Un bicchiere di champagne, le immancabili parole crociate, un piatto fumante di pasta al sugo a pranzo, e una fetta di torta nel pomeriggio, tra i pochi intimi che vivono sotto lo stesso tetto, in via Sassari, nel cuore di Santu Predu. I suoi primi splendidi 109 anni, tzia Nicolosa Manca, li ha festeggiati il 17 marzo nel modo più semplice, ritirato e sobrio che i tempi complicati del coronavirus possano consentire anche a lei. Quest’anno, dunque, nessun maxi ritrovo di familiari, nessun via vai continuo di vicine, amici, parentado allargato, esponenti dell’amministrazione comunale. Niente di tutto questo: solo il piacere semplice di trascorrere una giornata in tranquillità tra le mura domestiche dove vive insieme a Elena la sua badante romena, un brindisi alla salute di tutti, e un pensiero a ciò che sta succedendo nel mondo. «Bisogna stare a casa», ha commentato, infatti, tzia Nicolosa dopo aver guardato l’ennesimo telegiornale sul coronavirus. Tra immagini di medici generosi, corsie in affanno, timori sul futuro e tante domande senza risposta. Tzia Nicolosa e i suoi 109 anni di saggezza filosofica ne hanno viste e attraversate così tante, in più di un secolo, da sapere che nella vita per superare le insidie bisogna avere coraggio ma spesso anche tanta pazienza. «Bisogna stare a casa», ha ripetuto così, nel giorno del suo 109esimo compleanno la nonnina di Nuoro e della Sardegna, di fronte alla tv e alle immagini dei contagiati dal coronavirus. E detto da lei, quell’invito al rispetto della regola aurea per frenare la pandemia, ha davvero un sapore del tutto speciale. Quando è nata tzia Nicolosa, il 17 marzo del 1911 l’Italia si apprestava a dare il via al quarto governo Giolitti, l’Europa si avviava a celebrare per la prima volta la Giornata internazionale della donna, e il 31 maggio tutto il mondo avrebbe salutato il varo del sfortunato Titanic. Un’era che sembra appartenere ai film, ai libri di storia, o ai racconti di chi non c’è più. Tzia Nicolosa, dall’alto del suo secolo e di altri nove anni, ricorda tutto, della sua lunga vita, e conserverà anche la pagina di queste mesi difficili con la stessa pazienza e le piccole abitudini di sempre: una tazza di pane con il latte al mattino, un piatto di pasta a pranzo, un bicchierino di vino quando ci vuole, le parole crociate, e tanta speranza. A cominciare da quella per l’anno prossimo: perché i suoi primi 110 anni torni a festeggiarli in grande stile e tra mille abbracci.

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