Il ritorno in Planargia da una Barcellona spettrale
di Alessandro Farina
Il racconto di un uomo da anni all’estero: la partenza dalla Spagna precipitata nel caos e l’arrivo a casa
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BOSA. Una Barcellona spettrale, il viaggio in nave, l’arrivo in un porto dell’isola, i controlli serrati, finalmente a casa: in un piccolo centro della Planargia dove l’unica presenza umana sono due pedoni con la mascherina al volto. Neanche il più cupo racconto cinematografico poteva immaginare i sentimenti di chi da tempo lavora in giro per il mondo per una multinazionale della tecnologia, nel pieno vigore della globalizzazione, che in pochi giorni vede cambiare radicalmente il presente e probabilmente il futuro forse dell’intero globo. «È stato un vero shock, ma adesso sono a casa Ho passato tutti i controlli medici e burocratici possibili tra la Spagna e la Sardegna e ora mi aspetta la quarantena di due settimane. Ma sono vicino ai miei cari, ero sempre più preoccupato», racconta un uomo di un paese della Planargia, che mantiene l’anonimato. Nelle scorse ore è riuscito a rientrare in Sardegna dalla Spagna. «Ci ho pensato molto prima di partire. Potevo farlo già una settimana fa, ma ho preferito restare anche per evitare la ressa di quelle ore concitate. Poi la situazione anche lì, dove comunque già osservavo la profilassi indicati dalle autorità italiane, è precipitata», racconta ancora scosso. «Sono partito da Barcellona su una nave, dopo i contatti avuti con la nostra Ambasciata, che si è prodigata per tanti nostri connazionali. Nel tragitto verso il porto di Barcellona ho visto una città, solitamente piena di vita a tutte le ore, completamente deserta. Un clima spettrale» le sensazioni. All’arrivo in Sardegna la gioia e la dura realtà si mescolano. «Mi ha colpito molto lo sbarco. Eravamo, come in nave, distanziati uno dall’altro nello scendere a terra. Gli accessi dopo lo sbarco erano presidiati, quattro persone in completa tenuta asettica mi hanno controllato e preso la temperatura corporea con lo scanner». Prima di lasciare il porto altri controlli “La Polizia ha verificato che tutta la documentazione necessaria fosse in ordine, poi finalmente mi sono diretto verso casa». Ma anche qui in Planargia, l’impatto lascia senza parole. «È’ stato surreale, ricordando altri viaggi ed altri ritorni, sentire il silenzio, vedere i bar chiusi, le vie e le piazze completamente deserte, le panchine vuote, neanche un’auto in giro». Ha avvisato le autorità sanitarie e amministrative. «Starò da solo, ma sono a casa, vicino ai miei cari che spero di riabbracciare al più presto».
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