Orune affronta il Covid coi fumetti di don Stefano
di Kety Sanna
L’originale idea del giovane sacerdote per arrivare nelle case dei suoi fedeli «È un modo per continuare a pregare insieme in questo particolare momento»
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ORUNE. Il Coronavirus vieta le messe e gli incontri con i fedeli che rischiano così di sentirsi abbandonati? La tecnologia va in aiuto anche ai preti che in questo momento di difficoltà non intendo rinunciare a trasmettere la parola di Dio. Oltre a quelli che hanno deciso di celebrare la liturgia in diretta streaming, c’è don Stefano Paba, parroco nuorese, da qualche mese a Orune in sostituzione di don Michele, titolare della parrocchia e assente per malattia, che ha pensato di rispolverare la passione per la grafica e avvicinarsi così alla sua nuova comunità. Ogni settimana realizza e scarica disegni animandoli con le vignette e testi legati alle letture del Vangelo. Quindi manda spunti di riflessione e lavori da approfondire a casa. «Con l’inizio delle restrizioni – racconta don Stefano – non potevamo permetterci di rimanere fermi e farci travolgere dal senso di incertezza e di paura. Così ho pensato di coinvolgere i miei parrocchiani “bussando” alle loro case in modo diverso: con un fumetto in digitale avremo evitato il contatto fisico».
È l’8 marzo che segna l’inizio delle pandemia e la successiva chiusura delle chiese, ma i messaggi di don Stefano consolano e trasmettono fiducia. Il primo numero parte con il confronto tra Gesù e il Coronavirus: un faccia a faccia tra il bene e il male nel quale il primo, con sfida, dice all’altro: “Neanche così mi fai paura”. Poi un invito e un’incitazione perchè in questo tempo di Quaresima “nulla vada perduto”. Attraverso i suoi fumetti don Stefano invia preghiere e riflessioni: Gesù è tentato nel deserto... passano 40 giorni e 40 notti e ci insegna a sconfiggere il male. Ed ecco la guarigione del cieco, simbolo della fede che riprende a vivere e conoscere Gesù. Consiglia le letture: il Vangelo di Giovanni, per esempio, oppure alcuni approfondimenti sulla figura di Carlo Acutis, oppure sui vari santi presenti nella chiesa parrocchiale. Tra i fumetti del giovane parroco non poteva certo mancare l’angolo del sorriso e l’invito ai ragazzi a partecipare alla realizzazione dell’opera.
«Con l’aiuto di alcune App scarico i disegni e ne unisco alcuni realizzati da me che raffigurano scorci del paese – spiega il sacerdote –. Scrivo i testi e inserisco i messaggi del Vangelo che voglio condividere con i miei fedeli che contatto attraverso whathsapp. Nell’impossibilità di poter celebrare messa insieme, chiedo loro di dedicare un tempo all’ascolto e alla meditazione della parola di Dio, alla preghiera in famiglia e in questo momento di Quaresima, alla penitenza. So che così arrivo con molta facilità ai giovani, e sono proprio loro che poi devono far veicolare i miei messaggi nelle famiglie. È un po’ più difficile con gli anziani – aggiunge ancora – anche se in paese il rapporto di vicinato e di passaparola continua ad essere molto forte. Purtroppo la parrocchia non è dotata di sistemi tecnologici che ci possano permettere di arrivare in tutte case, però attraverso gli autoparlanti piazzati sul campanile, dal 16 al 25 marzo siamo riusciti a vivere insieme la novena di Su Cossolu. Ho chiesto agli orunesi di affacciarsi alle finestre per condividere la preghiera e invocare il conforto in questo particolare momento».
Intanto a Orune le campane continuano a suonare per dare un messaggio di speranza, come simbolo della comunità e della presenza di Dio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È l’8 marzo che segna l’inizio delle pandemia e la successiva chiusura delle chiese, ma i messaggi di don Stefano consolano e trasmettono fiducia. Il primo numero parte con il confronto tra Gesù e il Coronavirus: un faccia a faccia tra il bene e il male nel quale il primo, con sfida, dice all’altro: “Neanche così mi fai paura”. Poi un invito e un’incitazione perchè in questo tempo di Quaresima “nulla vada perduto”. Attraverso i suoi fumetti don Stefano invia preghiere e riflessioni: Gesù è tentato nel deserto... passano 40 giorni e 40 notti e ci insegna a sconfiggere il male. Ed ecco la guarigione del cieco, simbolo della fede che riprende a vivere e conoscere Gesù. Consiglia le letture: il Vangelo di Giovanni, per esempio, oppure alcuni approfondimenti sulla figura di Carlo Acutis, oppure sui vari santi presenti nella chiesa parrocchiale. Tra i fumetti del giovane parroco non poteva certo mancare l’angolo del sorriso e l’invito ai ragazzi a partecipare alla realizzazione dell’opera.
«Con l’aiuto di alcune App scarico i disegni e ne unisco alcuni realizzati da me che raffigurano scorci del paese – spiega il sacerdote –. Scrivo i testi e inserisco i messaggi del Vangelo che voglio condividere con i miei fedeli che contatto attraverso whathsapp. Nell’impossibilità di poter celebrare messa insieme, chiedo loro di dedicare un tempo all’ascolto e alla meditazione della parola di Dio, alla preghiera in famiglia e in questo momento di Quaresima, alla penitenza. So che così arrivo con molta facilità ai giovani, e sono proprio loro che poi devono far veicolare i miei messaggi nelle famiglie. È un po’ più difficile con gli anziani – aggiunge ancora – anche se in paese il rapporto di vicinato e di passaparola continua ad essere molto forte. Purtroppo la parrocchia non è dotata di sistemi tecnologici che ci possano permettere di arrivare in tutte case, però attraverso gli autoparlanti piazzati sul campanile, dal 16 al 25 marzo siamo riusciti a vivere insieme la novena di Su Cossolu. Ho chiesto agli orunesi di affacciarsi alle finestre per condividere la preghiera e invocare il conforto in questo particolare momento».
Intanto a Orune le campane continuano a suonare per dare un messaggio di speranza, come simbolo della comunità e della presenza di Dio.
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