Diabetici, freno alle visite in ospedale C’è la telemedicina
di Simonetta Selloni
Zonchello, consulenze e visite programmate da remoto La sperimentazione accelerata per via del Covid-19
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NUORO. La sperimentazione della telemedicina per i pazienti diabetici che fanno capo all’unità operativa di Diabetologia dell’ospedale Zonchello di Nuoro era stata già avviata da alcuni mesi, nell’ambito di un progetto dell’Ats che coinvolge anche Sassari, Olbia e Carbonia. L’emergenza dovuta al Covid-19, e la necessità di limitare il più possibile gli spostamenti da casa, ha impresso un’accelerazione ai protocolli di televisite per le consulenze ospedaliere, e delle visite ambulatoriali programmate. Per fare questo la Assl di Nuoro lavora in stretta collaborazione con il Dipartimento Ict dell’Ats, dove Ict è l’acronimo di Information and comunication technology, diretto da Piergiorgio Annicchiarico, oltre che con l’assessorato regionale alla Sanità e le varie unità operative.
Se l’utilizzo delle tecnologie a distanza per l’assistenza medica è riconosciuto come un importantissimo supporto alla medicina tradizionale, soprattutto nel campo della prevenzione e del controllo delle patologie croniche, la possibilità di tenere al riparo dal contagio del coronavirus pazienti più fragili – come i diabetici –, costituisce un valore aggiunto indiscutibile.
Più praticamente, per quanto riguarda la Diabetologi dello Zonchello (diretta da Alfonso Gigante), i pazienti che si sarebbero dovuti sottoporre a una visita vengono contattati al telefono dal personale del Centro. Anziché andare di persona, dovranno inviare i dati di cui dispongono all’indirizzo mail diabetologia.nuoro@atssadegna.it, specificando il cognome del medico che li ha in cura.
Molti di loro sono già inseriti in un programma di gestione a distanza della loro patologia. In 180 dispongono di un’app “Mysugar” scaricata dal telefonino, che invia i dati sul controllo della glicemia ad un database. Non solo glicemia: vengono rilevati anche altri elementi quali il tipo di pasto assunto, l’attività fisica, la pressione e il peso. Altri 200 invece hanno un sensore a scansione intermittente che controlla la glicemia e la invia ad una piattaforma di raccordo verso le cartelle cliniche. Altri 90 invece dispongono di un micro infusore collegato ad una app. Tutti comunicherano gli esami all’indirizzo di posta elettronica. Chiaramente si pone il problema dei pazienti anziani che non hanno dimestichezza con mail e app: in quel caso, viene chiesto il recapito di una persona loro vicina per avere un indirizzo di posta elettronica da cui trasmettere i dati e al quale inviare gli esiti delle visite.
Ogni giorno, circa 50 pazienti la cui visita era prevista, vengono contattati dal diabetologo che discute degli esami e della terapia. Quindi, il paziente riceve, con il referto, anche la prenotazione con la data e l’ora per il controllo successivo con tutte le indicazioni necessarie. In questo modo si riesce a dare corso a due priorità: tenere il più possibile le persone in casa, come richiesto a tutti vista l’emergenza sanitaria, ma allo stesso tempo fare in modo che non si interrompano i controlli e il filo diretto con i medici. Il progetto della telemedicina dell’Ats si amplierà ad altri campi, tra i quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva e la Cardiologia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Se l’utilizzo delle tecnologie a distanza per l’assistenza medica è riconosciuto come un importantissimo supporto alla medicina tradizionale, soprattutto nel campo della prevenzione e del controllo delle patologie croniche, la possibilità di tenere al riparo dal contagio del coronavirus pazienti più fragili – come i diabetici –, costituisce un valore aggiunto indiscutibile.
Più praticamente, per quanto riguarda la Diabetologi dello Zonchello (diretta da Alfonso Gigante), i pazienti che si sarebbero dovuti sottoporre a una visita vengono contattati al telefono dal personale del Centro. Anziché andare di persona, dovranno inviare i dati di cui dispongono all’indirizzo mail diabetologia.nuoro@atssadegna.it, specificando il cognome del medico che li ha in cura.
Molti di loro sono già inseriti in un programma di gestione a distanza della loro patologia. In 180 dispongono di un’app “Mysugar” scaricata dal telefonino, che invia i dati sul controllo della glicemia ad un database. Non solo glicemia: vengono rilevati anche altri elementi quali il tipo di pasto assunto, l’attività fisica, la pressione e il peso. Altri 200 invece hanno un sensore a scansione intermittente che controlla la glicemia e la invia ad una piattaforma di raccordo verso le cartelle cliniche. Altri 90 invece dispongono di un micro infusore collegato ad una app. Tutti comunicherano gli esami all’indirizzo di posta elettronica. Chiaramente si pone il problema dei pazienti anziani che non hanno dimestichezza con mail e app: in quel caso, viene chiesto il recapito di una persona loro vicina per avere un indirizzo di posta elettronica da cui trasmettere i dati e al quale inviare gli esiti delle visite.
Ogni giorno, circa 50 pazienti la cui visita era prevista, vengono contattati dal diabetologo che discute degli esami e della terapia. Quindi, il paziente riceve, con il referto, anche la prenotazione con la data e l’ora per il controllo successivo con tutte le indicazioni necessarie. In questo modo si riesce a dare corso a due priorità: tenere il più possibile le persone in casa, come richiesto a tutti vista l’emergenza sanitaria, ma allo stesso tempo fare in modo che non si interrompano i controlli e il filo diretto con i medici. Il progetto della telemedicina dell’Ats si amplierà ad altri campi, tra i quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva e la Cardiologia.
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