Foto hard sulla chat, è allarme a Nuoro
Ragazze contattate grazie a immagini prese da Instagram e ritoccate. Segnalazioni alla Polizia postale
NUORO. Ci sono anche alcune ragazze del nuorese finite nelle maglie di gruppi a contenuto esplicitamente pedopornografico e di revenge porn, attivi su Telegram, dove nonostante le segnalazioni e le asserite cancellazioni, decine di migliaia di utenti continuano a esercitare scambi di materiali a contenuto erotico. Tutto questo senza il consenso delle persone di cui vengono utilizzate le immagini, bene che vada, oppure a scopo ricattatorio, e quindi come oggetto di traffico di immagini pedopornografiche.
In questo caso, a far scattare la segnalazione alla Polizia postale, è stata la denuncia di una ragazza contattata da un giovane, secondo il quale si sarebbero conosciuti su una piattaforma di appuntamenti. La ragazza è cascata dalle nuvole, ma allo stupore è subentrata presto la consapevolezza di essere rimasta coinvolta in una situazione ben più grave. Il contatto le ha infatti girato alcune sue fotografie molto esplicite. In alcuni casi si trattava di immagini tratte dal profilo - pubblico - di Instagram della ragazza, ritoccate con photoshop fino a farle diventare pornografiche. In altri casi, di vere e proprie sovrapposizioni con altre immagini rubate a chissà chi, in atteggiamenti probabilmente destinati a pochissimi intimi e finite alla mercé di gruppi che contano anche 70mila iscritti.
Non è il solo caso in provincia di Nuoro: persone senza scrupoli utilizzano foto postate sui social, prevalentemente Instagram, per farle finire in un tritacarne illegale. Alcuni di questi gruppi, ben individuati e segnalati alla polizia postale, fanno preciso riferimento a scambi di materiale fotografico di minori. La piattaforma social garantisce l’anonimato, almeno inizialmente, e i partecipanti a queste squallide contrattazioni si ritengono al sicuro. Agiscono su più piani, le vittime si vedono bombardate di richieste di appuntamenti che divengono sempre più esplicite, come è avvenuto alla ragazza il cui caso è finito sulla scrivania della Polizia postale. Questo significa che le immagini vanno a finire nella disponibilità di decine e decine di persone, che accedono anche a recapiti personali con tutto quelle che ne consegue.
Uscire da questa rete è possibile, attraverso la denuncia che serve per interrompere una spirale in grado di destabilizzare esistenze normali, equilibri familiari o anche sociali ed economici. Come è accaduto ad una professionista lombarda, le cui immagini sono passate attraverso uno di questi gruppi ma anche in diverse chat. Ha perso il lavoro, i “fruitori” delle immagini rubate, ritoccate e indebitamente distribuite sono stati denunciati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
