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Nuoro

Gavoi, a scuola su internet tra piattaforme e social

di Michela Columbu
Gavoi, a scuola su internet tra piattaforme e social

Le difficoltà di insegnanti, studenti e genitori nella didattica a distanza «La situazione è ancora troppo caotica: non abbiamo strumenti e riservatezza»

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GAVOI. La scuola di mattoni con il suo allegro vociare di bambini, da un giorno all’altro ha assunto le forme di tablet, pc, o alla peggio smartphone da usare all'interno delle mura di casa. Il banco è diventato il tavolo della cucina, la socialità dei bimbi sospesa per decreto, e la maestra è stata reclusa in un quadratino su uno schermo. Una situazione emergenziale con conseguenze sulla didattica che saranno quantificate solo quando ci sarà una ripresa delle lezioni con modus operandi tradizionale, forse ad autunno inoltrato. Una situazione che a detta di docenti e genitori, a distanza di un mese poteva essere gestita meglio, perché se è vero che a fronte della emergenza ci si è dovuti affidare alle piattaforme a disposizione in rete, è anche vero che dopo oltre un mese la didattica on line continua a basarsi ancora su quelle piattaforme esterne dove la difficoltà più grande è salvaguardare la privacy di alunni, famiglie e insegnanti. A distanza di un mese infatti, nonostante gli annunci del 20 marzo scorso del governo sulla destinazione di somme da parte del Ministero per la creazione di piattaforme idonee, la situazione continua a restare caotica.

«Abbiamo già dovuto cambiare tre luoghi virtuali dove incontrarci – spiega la mamma di un bambino di seconda elementare dell'istituto comprensivo di Gavoi – Le maestre per quel che possono ce la stanno mettendo tutta, e la collaborazione con noi genitori è sicuramente aumentata, ma è assurdo che a distanza di un mese le modalità di accesso alla didattica siano affidate a quelli che sembrano solo social network e dove potenzialmente chiunque può avere accesso». Uno di questi, dalle modalità di utilizzo abbastanza facili è WeSchool, una delle piattaforme più utilizzate in tutta Italia, ma non completa, perché pur essendo un ottimo strumento dove depositare materiali e verifiche, permette le lezioni in videoconferenza solo appoggiandosi a Jitsi Meet, ulteriore piattaforma, ma di messaggistica e video chat accessibile a tutta la rete, che all'inizio, probabilmente per il troppo traffico, ha dato non pochi problemi. Come Jitsi Meet anche Skype e Zoom: sono le piattaforme più utilizzate per le video lezioni, ma si tratta pur sempre di piattaforme non esclusivamente scolastiche e aperte a chiunque voglia farne uso. «Una situazione ancora troppo caotica – sottolinea una maestra elementare del comprensivo di Gavoi – non abbiamo strumenti, non abbiamo indirizzi certi, possiamo contare solo sulla disponibilità di ciò che si trova in rete, e sulla grande collaborazione dei genitori. Senza di loro non avremmo potuto certo assegnare compiti o esercitazioni». Così i genitori diventano i veri attuatori di questa incredibile didattica domestica assieme ai singoli insegnanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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