“Su Redentore” agli eroi dell’ospedale
di Alessandro Mele
Sos Canarjos dedicano un inno agli operatori in prima linea contro l’emergenza
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NUORO. Il coro Sos Canarjos dedica il brano “Su Redentore” agli operatori sanitari e a tutte le vittime del Covid-19. Questa volta non c’è il classico cerchio che contraddistingue le formazioni corali di scuola nuorese e di ispirazione popolare ma, nel rispetto delle regole di sicurezza per contrastare la pandemia, ogni componente del sodalizio ha cantato la propria parte attraverso lo smartphone, tablet o pc comodamente da casa. «Un momento difficile come questo, dove sono d’obbligo misure di distanziamento sociale – ha commentato il presidente dei Canarjos Gianni Ladu – per venire incontro alle esigenze della gente e per rimanere fedeli allo spirito che ci ha sempre visto impegnati nel tramandare le tradizioni, abbiamo realizzato un piccolo video, sicuri che questo sarà d’ora in poi il mezzo per stare in mezzo alla gente fintanto che un vaccino non ci consentirà di tornare alla normalità. Abbiamo deciso di ricordare e ringraziare gli operatori sanitari, le forze dell’ordine e tutte quelle persone che in questo momento stanno rischiando la propria vita per aiutare gli altri, donando loro il nostro inno, “Su Redentore”, in cui ci rivolgiamo al nostro protettore per chiedere, come già successe nel 1901, la grazia per la rinascita della nostra comunità». Il montaggio del video, che in rete conta già numerose visualizzazioni, è stato curato da Mino Piccirillo. «L’idea è venuta a mio fratello Gigi – dice – e a ogni corista, è stato chiesto di preparare un video fatto in casa. Tanti video che poi mi sono preoccupato di montare. Coristi di tutte le generazioni hanno usato benissimo le tecnologie a disposizione».
«Nel pieno rispetto dello scopo aggregativo previsto nel mondo della coralità di ispirazione popolare, fino a oggi non mi era mai capitato di utilizzare i mezzi virtuali per dirigere il coro – spiega la direttrice dei Canarjos Paola Puggioni – ma visto che le cose da più di un mese sono cambiate e che lo faccio anche per lavoro, mi sono adeguata per poter fare arrivare un messaggio di condivisione, che è proprio nello spirito del fare coro. Il canto è un inno alla statua del Redentore come simbolo di unità, amicizia e speranza che presto si possa ritornare alla normalità».
«Nel pieno rispetto dello scopo aggregativo previsto nel mondo della coralità di ispirazione popolare, fino a oggi non mi era mai capitato di utilizzare i mezzi virtuali per dirigere il coro – spiega la direttrice dei Canarjos Paola Puggioni – ma visto che le cose da più di un mese sono cambiate e che lo faccio anche per lavoro, mi sono adeguata per poter fare arrivare un messaggio di condivisione, che è proprio nello spirito del fare coro. Il canto è un inno alla statua del Redentore come simbolo di unità, amicizia e speranza che presto si possa ritornare alla normalità».
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