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Premi comunitari bloccati Coldiretti lancia l’allarme

Premi comunitari bloccati Coldiretti lancia l’allarme

Sono a rischio centinaia di aziende agricole del territorio provinciale Serra: «Impensabile con la crisi aggravata dal Covid-19 negare la liquidità»

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NUORO. Il mondo delle campagne è in ginocchio e all’emergenza sanitaria che ha bloccato l’intera economia, per gli agricoltori arriva l’ennesimo colpo di grazia. Ritardi che non sembrano essere più un’eccezione per la categoria ma la normalità. Così, quasi due milioni di euro di premi comunitari, a causa di cavilli burocratici che bloccano la certificazione antimafia, non arrivano alle aziende. Casi assurdi che non permettono a centinaia di aziende agricole di poter ricevere i premi comunitari e quindi avere liquidità. Un fardello già pesante in situazioni “normali” che diventa un ulteriore macigno in tempi di Coronavirus.

E se da una parte ci sono aziende che si vedono bloccare i premi perché non viene riconosciuta dal sistema informatico la provincia di provenienza (semplicemente perché non è stata aggiornata l’identificazione del Comune con la provincia post riforma della Regione), dall’altra i certificati non arrivano per meri motivi burocratici nonostante la legge preveda la protocollazione istantanea e un mese massimo per le verifiche di rito con silenzio assenso da parte della Prefettura.

«Ci sono delle situazioni clamorose e vergognose – afferma il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra –. È impensabile con la crisi economica attuale aggravata dal Covid 19 negare per negligenza la liquidità dovuta alle aziende agricole. Questo nonostante diverse e numerose sollecitazioni e interlocuzioni con i funzionari preposti». Leonardo Salis, presidente Coldiretti Nuoro Ogliastra, rincara la dose: «È necessario intervenire con la massima urgenza, innanzitutto per sbloccare queste situazioni paradossali e inqualificabili ma anche per snellire il rilascio delle certificazioni innalzando la soglia per la richiesta della certificazione antimafia dagli attuali 25mila euro a 150mila euro (degli importi che spettano), cosi come del resto proposto dalla Regione Sardegna, estendendolo non solo alle misure comunitarie cosiddette a superficie ma anche alle domande uniche». Circa 700mila euro, inoltre, sono fermi per una anomalia amministrativa, la cosiddetta D12, nonostante gli imprenditori agricoli non abbiano alcun procedimento penale.

«È necessario da parte di Agea, e degli enti competenti – ribadiscono e concludono i dirigenti di Coldiretti Nuoro Ogliastra – uno sforzo straordinario per attivare tutte quelle procedure utili allo spegnimento di questa anomalia. Le aziende oggi più che mai hanno bisogno di liquidità e non è accettabile negare quello che gli spetta per semplici difficoltà burocratiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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