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La sindaca: «Ho le mani legate» No alla spesa nel market low cost

di Alessandra Porcu

BORORE. A oltre un mese dall’inizio della quarantena, tra i cittadini di Borore cominciano a emergere i primi segnali di insofferenza e malcontento. La detenzione forzata che dallo scorso 10 marzo...

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BORORE. A oltre un mese dall’inizio della quarantena, tra i cittadini di Borore cominciano a emergere i primi segnali di insofferenza e malcontento. La detenzione forzata che dallo scorso 10 marzo costringe grandi e piccini in casa insieme alle altre restrizioni anti Covid stanno generando nervosismo. Tra i tanti, un divieto in particolare ha scatenato l’irritazione degli abitanti di Borore. Quello che nega loro la possibilità di andare a fare la spesa in un noto supermercato low cost della zona industriale di Tossilo. Forte il disappunto per un provvedimento che, a detta dei più, risulta incomprensibile.

«Sono numerose le lamentele e le proteste arrivate in questi ultimi giorni. Capisco bene lo stato d’animo dei miei compaesani – sottolinea il sindaco Bastiana Carboni – nonostante tutto ho le mani legate. Se emettessi un’ordinanza che li autorizzasse a fare compere in quel determinato negozio, commetterei un atto illegittimo. Violerei le norme imposte dai decreti del presidente del Consiglio. L’attività commerciale in questione si trova nel territorio di Macomer. Un dato oggettivo che ne vieta categoricamente l’ingresso agli abitanti di Borore. Le regole esistono e vanno rispettate, anche se questo comporta grossi sacrifici», conclude il primo cittadino. È sotto gli occhi di tutti, il prolungarsi della quarantena sta avendo serie ripercussioni sulle abitudini e sui budget familiari. La stragrande maggioranza delle persone non può più contare sullo stipendio mensile. Chi aveva dei soldi da parte si vede costretto, suo malgrado, a usarli.

«Non si potrà andare avanti in questo modo a lungo. Le difficoltà economiche sono evidenti – tuona una donna di Borore di cui non pubblichiamo il nome per tutelarne la privacy – in un periodo così difficile e soprattutto quando ci sono tante bocche da sfamare, è indispensabile scegliere generi di prima necessità e altri prodotti a basso costo. Ho sempre fatto la spesa nel mio paese ma ora sarebbe di grande aiuto potermi servire nel supermercato low cost. Mio marito lavora, quindi non abbiamo diritto ai contributi statali. Far quadrare i conti è un’impresa ardua. Chiedo, anche a nome dei miei compaesani – conclude la donna – che ci venga consentito di percorrere, legittimati dalla legge, i soli 4 km che separano Borore dal supermercato di Tossilo. Faccio appello agli organi competenti perché accolgano la nostra richiesta».

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