La Nuova Sardegna

Nuoro

Da Valverde all’Ortobene “fioriscono” le discariche

di Luca Urgu
Da Valverde all’Ortobene “fioriscono” le discariche

Nonostante controlli e servizi legati ai rifiuti non si arrestano le incursioni illegali Tra carcasse d’auto e montagne di spazzatura fino alla periferia e a Lollove 

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NUORO. Circondati da discariche a cielo aperto. Nuoro pare aver smarrito, se mai ce l’ha avuta la sua coscienza verde. I rifiuti avanzano, sporcano e deturpano un territorio che meriterebbe tutt’altra attenzione dai suoi residenti. Perché sia chiaro mai come in questo caso chi sporca e deturpa non viene da lontano, non ha varcato il mare, ma probabilmente ha fatto solo poche centinaia di metri dalla sua abitazione. L’effetto che si ha appena si esce dalle principali direttrici e si imbocca una stradina, un sentiero è spesso devastante. Incomprensibile nel 2020 con i servizi di raccolta differenziata spinta, il porta a porta e la possibilità di conferire in discarica. In pochi forse sanno che proprio ai piedi del monte Ortobene c’è una bomba ad orologeria ancora da disinnescare in uno dei luoghi della memoria di questa città, a pochi metri dalla chiesa di Nostra Signora di Valverde.

L’impatto alla vista è da non credere. La discarica con rifiuti di ogni genere, soprattutto plastica, occupa una superficie di almeno 40 metri e in alcuni punti di almeno due di profondità. Un’azione dunque mirata e continua di chi incurante dei controlli – la Forestale da tempo ha collocato le telecamere che hanno portato a sanzionare diversi trasgressori – ha deciso di sbarazzarsi dell’immondezza che aveva accumulato nel modo peggiore sfregiando la natura. Un bene immenso da proteggere, da conservare intatta e da tramandare e non invece da deturpare scientificamente. Questa mega discarica ai piedi del Monte, il polmone verde della città, non è purtroppo l’unica nel vasto territorio cittadino.

Basta un attimo per immettersi nell’agro del capoluogo che praticamente in qualsiasi direttrice volge alla campagna e ai paesi confinanti per imbattersi in nuovi e vecchi scempi. In alcune aree dopo le bonifiche sono arrivati nuovamente i rifiuti. Tutti accumulati ovviamente nottetempo in modo furtivo e furfante. Così nelle strade che portano a Oliena, al monte Ortobene, a Mamoiada (percorrendo la vecchia arteria) non occorre una mappa per individuare – una dopo l’altra – le varie discariche spesso anche molto vicine alle abitazioni. Cumuli di rifiuti anche maleodoranti, comunque uno sfregio. Una situazione di degrado che grida vendetta e che purtroppo malgrado gli sforzi dell’amministrazione comunale e del Corpo forestale non si riesce a contrastare e a debellare nei modi opportuni e risolutivi.

Uno scempio ben visibile nelle aree dove la città e contado si confondono in zone che portano i toponimi di Murichessa, Corte e Testimonzos, Su Grumene, Su Berrinau. Nessun’area è rimasta libera dall’inciviltà che anzi – giorno dopo giorno – avanza con nuove e fetide presenze in buste nere e colorate, in mattoni di costruzioni sgretolati, calce e cemento. Insomma, non è sbagliato dire che zona che attraversi e degrado che trovi.

Così per raggiungere il vecchio borgo di Lollove dal rione di Preda istrada si deve superare esterrefatti lo scempio di almeno cinque discariche (soprattutto di inerti ma non solo) lungo la carreggiata stradale. Uno spettacolo poco edificante che si va ad infrangere con la bellezza della campagna in questo periodo nel massimo splendore della fioritura primaverile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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