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Bosa, Casula: «Più chiarezza dall’Assl»

di Alessandro Farina
Bosa, Casula: «Più chiarezza dall’Assl»

Dopo i casi Covid registrati nella cittadina il sindaco chiede comunicazioni chiare

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BOSA. La situazione resta stabile e si attendono notizie positive dopo i casi di Covid-19 e le quarantene obbligatorie per decine di cittadini residenti a Bosa. In attesa della cosiddetta “fase 2” di possibile allentamento delle misure di distanziamento sociale a livello nazionale, forse in arrivo già ai primi di maggio, il sindaco Piero Franco Casula invita tutti a mantenere alta la guardia. Lo fa sollevando un nodo, evidentemente, ancora da sciogliere rispetto al canale informativo Assl-Comune. «Non bisogna allentare la presa, siamo in una fase generale ancora molto delicata – premette Casula –. Il numero di contagi da Covid-19 resta fermo a quota 8, mentre non abbiamo aggiornamenti da parte della Assl su altri aspetti rilevanti: perché resta una lacuna nella comunicazione corretta di alcuni dati uno dei nodi da dipanare, segnalato anche all’Ats. Nel concreto – sottolinea – quando un cittadino viene sottoposto a tampone, il suo nominativo dovrebbe essere comunicato al sindaco competente, massima autorità sanitaria locale, a cui è demandata l’attivazione di una serie di disposizioni dettate dalla legge – spiega Piero Franco Casula –. Dopo quella comunicazione da parte della Assl si avvia la procedura di assistenza, come di verifica del rispetto della quarantena. Anche il ritiro dei rifiuti solidi urbani in quei casi deve seguire un preciso protocollo. Su questa comunicazione, oggi lasciata un po’ alla libera iniziativa del medico o del settore sanitario, c’è quindi necessità di massima collaborazione da parte della Assl» ribadisce il primo cittadino. Problema analogo era sorto all’indomani del rientro di studenti o lavoratori in Sardegna. «Dopo varie interlocuzioni con l’Ats ora è possibile l’accesso ad una piattaforma digitale che permette di aggiornare quotidianamente l’elenco delle persone in quarantena fiduciaria. A Bosa ad oggi sono 11. Ma per altre decine di cittadini, al termine dell’isolamento obbligatorio, si vorrebbe sapere se debbano fare o meno il tampone».

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