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La Confesercenti: «Più suolo pubblico e meno tasse da pagare»

La Confesercenti: «Più suolo pubblico e meno tasse da pagare»

NUORO. L’emergenza sanitaria in atto, visto il perdurare della sospensione delle attività commerciali e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande si sta trasformando un’autentica...

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NUORO. L’emergenza sanitaria in atto, visto il perdurare della sospensione delle attività commerciali e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande si sta trasformando un’autentica catastrofe economica. È indubbio che la salute rimanga la priorità – rimarca la Confesercenti Nuoro-Ogliastra – ritenenendo però altrettanto importante e urgente porre le premesse per favorire il recupero del maggior numero possibile di attività economiche. Per questo l’associazione di categoria ha scritto ai sindaci della Provincia chiedendo: l’azzeramento dei tributi locali a carico delle imprese sospese dai provvedimenti d’urgenza emessi dal Governo; in subordine la riduzione della Tari per una quota parte proporzionale al periodo di sospensione; il raddoppio del suolo pubblico attualmente in concessione alle attività commerciali e/o di somministrazione al fine di favorire il rispetto delle dovute distanze di sicurezza senza.

«L’auspicio è che la cosiddetta fase due possa avviarsi già nei primi giorni di maggio – commenta Roberto Cadeddu, presidente della Confesercenti – e per allora sarebbe assolutamente necessario in una logica di proporzione tra superficie e clientela, il raddoppio del suolo pubblico attualmente in concessione al fine di favorire il rispetto delle dovute distanze di sicurezza senza soffrire in alternativa il conseguente e fisiologico dimezzamento dei clienti. Naturalmente tutto questo dovrebbe avvenire senza aggravio di costi a carico delle imprese (che invece andrebbero alleggerite dai tributi locali) e, soprattutto, con un iter decisamente semplificato. Crediamo – conclude Cadeddu – che più di altre, decisioni di questo tipo potrebbero rappresentare un aiuto concreto per i titolari degli esercizi commerciali e della somministrazione, che potrebbero così mantenere durante la bella stagione lo stesso numero di clienti garantendo le distanze di sicurezza previste dai protocolli allo studio degli esperti incaricati».



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