Buoni spesa
«Aiuti alle famiglie, troppi ritardi»
di Giulia Serra
“Uniamoci per Macomer” accusa la giunta: tanti sono in difficoltà
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MACOMER. L'ex gruppo della minoranza consiliare è intervenuto nei giorni scorsi per richiamare l'attenzione sui ritardi nell'erogazione delle misure straordinarie a sostegno delle famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza da Covid-19. Uniamoci per Macomer ha fatto riferimento nello specifico ai buoni spesa, introdotti con decreto-legge il 3 aprile scorso, e alle due mensilità da 800 euro introdotte con la legge regionale dell'8 aprile.
«Le domande per la prima misura sono state chiuse il 16 aprile e da allora tutto tace, nel mentre ci sono famiglie che non sanno come comporre il pranzo e la cena e restano completamente affidate a persone e associazioni che stanno prestando volontariato – avevano denunciato attraverso un comunicato gli esponenti di minoranza –. Per quanto riguarda la seconda, dopo il caos generato dalla forma della domanda, con minacce di rigetto per le domande presentate con il logo Ras anziché quello del Comune di Macomer, non si hanno per ora ancora notizie, a dispetto delle 48 ore previste per l’erogazione». Mercoledì sera la vice sindaca Rossana Ledda ha annunciato che i beneficiari dei buoni spesa sono 274 e che l'erogazione è stata avviata quella stessa mattina. L'intervento dell'opposizione si spinge però oltre le sole misure regionali e statali, chiamando in causa direttamente l'azione dell'amministrazione macomerese: «da subito avevamo sollecitato i nostri amministratori a stanziare velocemente più risorse possibili a sostegno dell’emergenza, così come fatto da quasi tutti i comuni del nostro territorio, che sono riusciti a trovare rapidamente fondi importanti a sostegno delle loro comunità».
L'accusa rivolta alla maggioranza è quella di «pavoneggiarsi» con la spesa solidale e i fiori al cimitero, mentre non si è riusciti neppure a garantire l'approvvigionamento delle mascherine nonostante l'ordinanza comunale che ne impone l'utilizzo.
«Le domande per la prima misura sono state chiuse il 16 aprile e da allora tutto tace, nel mentre ci sono famiglie che non sanno come comporre il pranzo e la cena e restano completamente affidate a persone e associazioni che stanno prestando volontariato – avevano denunciato attraverso un comunicato gli esponenti di minoranza –. Per quanto riguarda la seconda, dopo il caos generato dalla forma della domanda, con minacce di rigetto per le domande presentate con il logo Ras anziché quello del Comune di Macomer, non si hanno per ora ancora notizie, a dispetto delle 48 ore previste per l’erogazione». Mercoledì sera la vice sindaca Rossana Ledda ha annunciato che i beneficiari dei buoni spesa sono 274 e che l'erogazione è stata avviata quella stessa mattina. L'intervento dell'opposizione si spinge però oltre le sole misure regionali e statali, chiamando in causa direttamente l'azione dell'amministrazione macomerese: «da subito avevamo sollecitato i nostri amministratori a stanziare velocemente più risorse possibili a sostegno dell’emergenza, così come fatto da quasi tutti i comuni del nostro territorio, che sono riusciti a trovare rapidamente fondi importanti a sostegno delle loro comunità».
L'accusa rivolta alla maggioranza è quella di «pavoneggiarsi» con la spesa solidale e i fiori al cimitero, mentre non si è riusciti neppure a garantire l'approvvigionamento delle mascherine nonostante l'ordinanza comunale che ne impone l'utilizzo.
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