«La scarsa imprenditoria dietro la crisi economica»
di Sandro Biccai
Redditi bassi, l’analisi del presidente dell’Unione dei comuni del Marghine «Molti nuclei familiari vanno avanti con le pensioni. E ora si aggiunge il Covid»
2 MINUTI DI LETTURA
MACOMER. Luigi Daga, presidente dell'Unione dei comuni del Marghine, invita alla prudenza: «I soli dati sui redditi, per quanto importanti, non possono essere considerati completamente esaustivi della situazione economica di un territorio, ed andrebbero incrociati con altri dati che consentano di avere una visione più ampia e completa. Fatta questa premessa, ritengo che il livello dei redditi 2018 dei comuni del Marghine, inferiore alla media nazionale e regionale, costituisca il segnale di una crisi che investe diverse categorie di persone e genera non poche sacche di povertà». E a sostegno delle sue valutazioni mette sul tappeto alcuni numeri che parrebbero confermare le criticità in atto: «Sono 114 i soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza assegnati al Programma operativo nazionale Inclusione dell’Unione dei comuni, mentre altri 700 sono seguiti dal Centro per l’impiego. Buona parte di questi beneficiari dovranno svolgere lavori utili alla collettività, da un minimo di 8 ad un massimo di 16 ore alla settimana. Aggiungo che i bonus spesa per l'acquisto di generi alimentari sono stati assegnati nel volgere di pochi giorni; è alto il numero dei nuclei familiari che riescono ad andare avanti solo grazie all'apporto delle pensioni; il terziario continua ad avere un'incidenza troppo bassa. La crisi c'è, e si sente». Quali i motivi alla base di un tessuto economico diventato così fragile? Luigi Daga ha un' idea precisa: « Credo che, al netto di poche, lodevoli eccezioni, il territorio sconti la mancanza di un sistema imprenditoriale capace di creare posti di lavoro e di produrre reddito. Non c'è, forse, l'attitudine a rischiare, che è connaturata alla qualità di imprenditore; e incide ancora troppo il gap rappresentato dall'insularità e dai costi eccessivi nei settori dei trasporti e dell'energia. È fondamentale riuscire a creare le condizioni perché emerga una classe imprenditoriale in grado di sfruttare al meglio i vantaggi derivanti dalle nuove tecnologie. Per fare questo è indispensabile una precondizione: ridurre i vincoli eccessivi e i tempi troppo lunghi della burocrazia». L'Unione dei comuni guarda con attenzione ai piani di sviluppo 2021-2027: «Dobbiamo essere in grado – sostiene il presidente – di fare una programmazione seria e oculata, evitando di commettere gli errori della precedente programmazione, carente sia sul piano dei contenuti che su quello della tempistica. Allo stato attuale siamo ancora nella fase di predisposizione dei progetti, con il rischio che qualcuno di questi possa slittare alla programmazione successiva. E, nel frattempo, non possiamo che essere preoccupati per le conseguenze del coronavirus».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
