Assohotel: «Prima di tutto la sicurezza»
di Francesco Pirisi
Amaduzzi, presidente degli albergatori: pronti alla ripartenza ma è necessario aprire un confronto con la Regione
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NUORO. Il turismo della provincia aspetta anch’esso novità dal confronto sulle restrizioni tra Regione e Governo. Dagli operatori la possibilità di riavviare le attività ricettive e di balneazione prima del primo giugno è guardata con attenzione. Ma non è assente anche la preoccupazione di essere in grado di gestire le regole sul distanziamento per evitare eventuali rigurgiti del coronavirus. L’unica cosa vietata è tuttavia quella di stare fermi. Lo spiega dal suo albergo di Barisardo, Carlo Amaduzzi, presidente regionale di Assohotel (Confesercenti): «La nostra richiesta è di confrontarci con Regione e autorità sanitarie per stabilire prima di tutto norme di sicurezza per alberghi, ristoranti, camping, e via via per le altre strutture ricettive. Oggi è fondamentale – aggiunge Amaduzzi – prepararsi, in modo che quando saranno allentate le restrizioni, si possa iniziare a lavorare».
L’area interessata è prima di tutto quella dei 100 chilometri di costa che dall’alta Baronia portano sino alla profonda Ogliastra. Perché il turismo provinciale è per oltre il 90 per cento delle presenze balneare. Gli operatori sono albergatori e ristoratori e sempre di più titolari di agriturismo o bed&breakfast, oltre all’esercito dei possessori di seconde case. Quattordicimila lavoratori diretti e altri cinque, seimila nell’indotto si sono dovuti fermare ai blocchi di partenza, quando a febbraio è scattato il confinamento sanitario (“lockdown”). L’inizio di giugno viene visto come l’ultima chiamata per la messa in moto della stagione. Ancora Amaduzzi: «Oggi si può pensare solo a salvarsi e pensare alla continuità delle aziende. Tutti gli operatori infatti dovranno rinunciare a una parte delle proprie quote di clientela, proprio per garantire la sicurezza sanitaria dei clienti e di chi nelle strutture ci lavora». Rispondono alla nuova condizione gli ordini di mascherine, guanti e altri presidi protettivi, partiti in diverse direzioni del mondo. Come conferma il presidente di Assohotel: «Io stesso ho ordinato le mascherine in Cina. Mi arriveranno credo tra una ventina di giorni. Tra gli altri interventi quello della sanificazione dei locali, che ancora non sappiamo se debba essere fatta con cloro, alcool o acqua ossigenata, o ancora se si debba andare verso l’utilizzo dell’ozono». Amaduzzi è convinto che pur tra tante incertezze gli operatori una cosa la possano garantire: «Parlo delle soluzioni sul distanziamento. Perché conosciamo i locali e sappiamo dove e quando si potrebbero creare degli assembramenti. Però è necessario riunirci e preparare i protocolli igienico-sanitari».
Il coronavirus cambierà anche la fisionomia del turista di quest’estate. I sardi che anche in provincia di Nuoro non hanno contatto più del 20 per cento delle presenze ufficiali, sono destinati a salire in maniera portentosa. Con la serrata di primavera sono rimasti a casa tedeschi, francesi e svizzeri. Luglio e agosto potrebbe conservare una fetta di nazionali, abitudinari della costa orientale. Amaduzzi: «In questo caso il movimento è legato al sistema dei trasporti da e per la Sardegna. Credo che anche le compagnie aeree e marittime avranno bisogno di capire su quali servizi a terra potranno contare una volta arrivate a destinazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’area interessata è prima di tutto quella dei 100 chilometri di costa che dall’alta Baronia portano sino alla profonda Ogliastra. Perché il turismo provinciale è per oltre il 90 per cento delle presenze balneare. Gli operatori sono albergatori e ristoratori e sempre di più titolari di agriturismo o bed&breakfast, oltre all’esercito dei possessori di seconde case. Quattordicimila lavoratori diretti e altri cinque, seimila nell’indotto si sono dovuti fermare ai blocchi di partenza, quando a febbraio è scattato il confinamento sanitario (“lockdown”). L’inizio di giugno viene visto come l’ultima chiamata per la messa in moto della stagione. Ancora Amaduzzi: «Oggi si può pensare solo a salvarsi e pensare alla continuità delle aziende. Tutti gli operatori infatti dovranno rinunciare a una parte delle proprie quote di clientela, proprio per garantire la sicurezza sanitaria dei clienti e di chi nelle strutture ci lavora». Rispondono alla nuova condizione gli ordini di mascherine, guanti e altri presidi protettivi, partiti in diverse direzioni del mondo. Come conferma il presidente di Assohotel: «Io stesso ho ordinato le mascherine in Cina. Mi arriveranno credo tra una ventina di giorni. Tra gli altri interventi quello della sanificazione dei locali, che ancora non sappiamo se debba essere fatta con cloro, alcool o acqua ossigenata, o ancora se si debba andare verso l’utilizzo dell’ozono». Amaduzzi è convinto che pur tra tante incertezze gli operatori una cosa la possano garantire: «Parlo delle soluzioni sul distanziamento. Perché conosciamo i locali e sappiamo dove e quando si potrebbero creare degli assembramenti. Però è necessario riunirci e preparare i protocolli igienico-sanitari».
Il coronavirus cambierà anche la fisionomia del turista di quest’estate. I sardi che anche in provincia di Nuoro non hanno contatto più del 20 per cento delle presenze ufficiali, sono destinati a salire in maniera portentosa. Con la serrata di primavera sono rimasti a casa tedeschi, francesi e svizzeri. Luglio e agosto potrebbe conservare una fetta di nazionali, abitudinari della costa orientale. Amaduzzi: «In questo caso il movimento è legato al sistema dei trasporti da e per la Sardegna. Credo che anche le compagnie aeree e marittime avranno bisogno di capire su quali servizi a terra potranno contare una volta arrivate a destinazione».
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