Il Comune lancia un Sos «Senza aiuti è il dissesto»
di Sergio Secci
Siniscola, l’assessora al Bilancio traccia un quadro finanziario pieno di incognite «Aziende in crisi e disoccupazione in aumento soprattutto nel settore turistico»
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SINISCOLA. Che il 2020, anno bisestile dovesse essere particolare lo si poteva intuire ma che riservasse la più grande crisi economica dopo la seconda guerra mondiale nessuno poteva immaginarlo. Cittadini in quarantena, attività economiche e scuole chiuse, dipendenti in cassa integrazione, imprenditori che devono arrangiarsi con i 600 euro dell’indennizzo per le attività chiuse e tante persone che non hanno ricevuto ancora nessun tipo di aiuto. Tra questi anche i comuni con le e amministrazioni che non possono fare a meno di pagare stipendi, l’illuminazione pubblica, smaltimento rifiuti e servizi alla persona. «Spese che non potranno essere garantite con entrate correnti, quali tributi, proventi dei parcheggi e del patrimonio» dice preoccupata l’assessore al bilancio del Comune di Siniscola Paola Pipere. «Le aziende non saranno produttive nell'immediato con un tragico aumento della disoccupazione soprattutto nel settore turistico e se Stato o Regione non ci aiuteranno i comuni rischiano il dissesto finanziario. In questi mesi molte le deleghe attribuiteci e tutti gli interventi, bonus alimentare e gli 800 euro sono stati gestiti dai servizi sociali con le amministrazioni che hanno uffici sottodimensionati per gestire l’ordinario e l’impossibilità soprattutto in questo momento emergenziale e straordinario di assumere personale in grado di dare risposte immediate ai cittadini, sacrificati dalla pandemia».
Ci saranno quindi problemi per redigere il bilancio di previsione che già normalmente si fa fatica a chiudere per le tante restrizioni da rispettare e le cospicue somme vincolate che non si possono utilizzare. «Si auspicava un allentamento dei vincoli – prosegue l’assessore – che non è stato neanche proposto nonostante l'associazione dei comuni lo abbia richiesto». Tra le proposte che arrivano da Siniscola, l’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità che incide per 847mila euro e lasciare a disposizione dei la quota del fondo di solidarietà che a Siniscola ammonta a 600mila euro. «Chiediamo anche l’aumento del fondo unico – conclude – per un ristoro completo delle mancate entrate da Tosap, Tari, tassa di soggiorno, e non solo. Soltanto così si possono aiutare i cittadini e non rischiare il dissesto finanziario altrimenti non si potranno garantire neanche i servizi essenziali di sopravvivenza».
Ci saranno quindi problemi per redigere il bilancio di previsione che già normalmente si fa fatica a chiudere per le tante restrizioni da rispettare e le cospicue somme vincolate che non si possono utilizzare. «Si auspicava un allentamento dei vincoli – prosegue l’assessore – che non è stato neanche proposto nonostante l'associazione dei comuni lo abbia richiesto». Tra le proposte che arrivano da Siniscola, l’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità che incide per 847mila euro e lasciare a disposizione dei la quota del fondo di solidarietà che a Siniscola ammonta a 600mila euro. «Chiediamo anche l’aumento del fondo unico – conclude – per un ristoro completo delle mancate entrate da Tosap, Tari, tassa di soggiorno, e non solo. Soltanto così si possono aiutare i cittadini e non rischiare il dissesto finanziario altrimenti non si potranno garantire neanche i servizi essenziali di sopravvivenza».
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