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Nuoro

Incertezze e zero introiti per i locali sulla spiaggia

di Luca Urgu
Incertezze e zero introiti per i locali sulla spiaggia

Da Siniscola a Orosei le incognite sul futuro dei titolari di bar e di stabilimenti «In attesa di linee guida, dovremo rinunciare a parte dei clienti e dei dipendenti»  

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SINISCOLA. La spiaggia è bianca e bellissima come sempre, il mare un sogno anche a primavera. Tutto bello, anzi stupendo per i romantici, ma quando occorre essere pragmatici e ricavare da tutto questo paradiso anche una ricaduta economica che consenta di lavorare almeno per quattro/cinque mesi l’anno, diventa un problema non da poco. Lo stop imposto dal Governo per fronteggiare il coronavirus e il pericolo contagi ha fermato l’attività di diversi locali che operano nella costa orientale. Per altri normalmente in letargo durante l’autunno e l’inverno in questo periodo ci si prepara alla ripartenza. Una stagione che sarà per forza difficile con spazi limitati, personale dimezzato e introiti per forza di cosa ridotti. Al “El Barrio del mar” nella spiaggia de La Caletta è tempo di lavori. Niente di straordinario, piccole rifiniture in vista dell’apertura di un locale che a differenza di tanti altri offre i suoi servizi tutto l’anno anche se a scartamento ridotto. «Se si dovesse aprire il 18 maggio non facciamo una piega, così come se di dovesse prorogare al primo giugno non faremo di certo le barricate. Forse anzi in quella data saremo più pronti tutti. Oggi regna confusione ed incertezza. Attendiamo i paletti di queste famose linee guida di Stato e Regione. Speriamo siano presto disponibili», dicono Alessandro e Piero Carta, i cugini che ormai da cinque anni gestiscono lo stabilimento che in piena estate riesce a dare 20 buste paga (in inverno si riducono a 3). «Ovviamente qui ci si prepara ad un’organizzazione decisamente differente rispetto al passato. Nello stabilimento gli spazi tra un ombrellone e l’altro saranno più distanziati e anche il personale nostro malgrado sarà ridotto», spiegano. Dal litorale di La Caletta con le sue numerose baie ad Orosei il passaggio è breve e anche un po’ spettrale. I grandi alberghi che portano alle spiagge sono deserti, senza clienti. Si intravede giusto qualcuno che si occupa delle manutenzioni. Alla marina sono tanti i locali che offrono i servizi di ristorazione in una delle spiagge più belle ed estesa del litorale. Nello storico “Gasoline” ci si aggrappa con forza ad uno spirito ottimista che per la prima volta inizia a vacillare. «Siamo sul chi va là. Non è chiaro come ci dobbiamo comportare, quali devono essere le precauzioni da prendere sia per il personali che per gli ambienti», sottolinea il proprietario Pietro Chessa. «Anche le date sulla riapertura sono ballerine. Per il governo il primo di giugno, mentre per la Regione il 18 maggio. La nostra fiducia è messa alla prova e iniziamo davvero a preoccuparci. Non è colpa di nessuno, ci rendiamo conto dell’evento straordinario ma i contraccolpi per il nostro settore e l’economia in genere sono traumatici». Ad alcune centinaia di metri c’è il “Peppe’s bar”, locale a gestione familiare da oltre trent’anni della famiglia Manca che ha anche in concessione una parte dell’arenile. Anche qui si prova ad organizzare una ripartenza che si sa sarà dolorosa rispetto al passato. «Tra familiari e dipendenti siamo otto, quest’anno difficilmente potrò prendere qualcuno», dice Davide Manca. «Da febbraio aprivo il bar e da marzo iniziavo con la ristorazione. Lavoravamo bene soprattutto con gli stranieri. Oggi è tutto un punto interrogativo. Le uniche certezze sono i tagli degli spazi: dei 120 posti a sedere ne dovrò salvare la metà, e dovrà rinunciare ad alcuni dipendenti. Stiamo a vedere, l’importante è ripartire in sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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